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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 10:22

Terni, Sos da Collescipoli: «Attività chiudono, emorragia economica e sociale»

L’associazione Astrolabio: «A rischio l’unico bar del paese, l’amministrazione faccia qualcosa». M5s: «Frazioni lasciate morire»

«Collescipoli potrebbe essere il luogo ideale di per ambientarci l’antologia di Spoon River di un centro storico, dove passando per i vari luoghi ci si ricorda dei negozi e le attività che in questi ultimi anni hanno abbassato le serrande». È con queste parole che l’associazione culturale Astrolabio si rivolge nuovamente agli organi di informazione e al sindaco di Terni con un grido d’allarme per il borgo di Collescipoli. L’attenzione è alta sulle attività chiuse, il gruppo parla di «emorragia economica sociale».

Collescipoli «Il declino del nostro borgo – scrivono dall’associazione – è partito da una scelta amministrativa del Comune di Terni: la chiusura del corso di economia dell’università di Perugia, che per dieci anni ha portato prestigio e benessere. Questo evento non è stato accompagnato da alcun intervento sostitutivo ne’ di valorizzazione anzi, da quella data Collescipoli è cessato di esistere per il Comune di Terni, che ha interrotto tutte le opere necessarie nel campo dei lavori pubblici e della manutenzione. All’inizio chiuse l’edicola e la pizzeria, poi la tabaccheria e la cartoleria, seguita da alcune attività artigianali. Con la soppressione delle circoscrizioni venne a mancare  anche questo importante punto di riferimento, ma il Comune, non pago, decise di chiudere anche l’ufficio dell’anagrafe. La nostra associazione, per rivitalizzare il borgo, propose di creare nel chiostro di Santa Cecilia una cittadella della musica, incentrata sull’organo Hermans ( primo organo barocco italiano), Jazzit ed altre associazioni musicali. Purtroppo la giunta Di Girolamo preferì il progetto per realizzare un museo garibaldino (proposto dalla Pro Loco). A distanza di un anno si scoprì che non esistevano cimeli da esporre, visto che la famiglia Froscianti non era intenzionata a privarsene».

Sos dell’associazione «Sono passati altri anni e non si sono viste nuove iniziative per la valorizzazione del borgo – continuano dall’Astrolabio – anzi gli edifici pubblici restaurati dalle precedenti amministrazioni sono in stato di degrado. Il palazzo comunale, il chiostro di Santa Cecilia, le mura castellane, necessitano di urgenti manutenzioni. La Diocesi ha fatto la sua parte in negativo, mettendo in vendita il Convento di Santa Cecilia (Conventino), restaurato con i fondi pubblici del Giubileo del 2000, del cui complesso fa parte una delle chiese più importanti del borgo. Ora la situazione è ulteriormente precipitata: è stata depotenziata la stazione dei vigili urbani, ed è cessata l’attività di generi alimentari ‘da Piera’ a causa degli alti costi della Tari ed energetici; inoltre il cittadino che volontariamente da tre anni spazzava le vie del borgo ha deciso di non proseguire in questa attività davvero meritoria. È di questi giorni la notizia che ha fatto sobbalzare tutto il borgo: l’unico punto di ritrovo/bar/centro sociale, sta mettendo in vendita le proprie attrezzature e forse presto chiuderà i battenti. Ricordiamo che il Centro sociale Collescipoli è riuscito in tanti anni a rimanere aperto con tanti sacrifici, organizzando ogni anno la sagra degli gnocchetti fornendo un punto di riferimento per tutta la collettività. Il centro Sociale negli anni non è stato supportato dall’amministrazione comunale, che gli ha negato anche due piccole stanze del Chiostro di Santa Cecilia. Oggi tutti ci domandiamo – chiosano – se l’amministrazione comunale farà finalmente qualcosa per fermare questa emorragia economica sociale, comprendendo, finalmente, che il centro storico di Collescipoli è una risorsa e non un problema».

Pentastellati «Con amarezza – scrivono i consiglieri ternani del Movimento cinque stelle -, apprendiamo che a Collescipoli l’unico punto di ritrovo del paese sta mettendo in vendita le proprie attrezzature e probabilmente molto presto sarà costretto a chiudere i battenti. Il bar e al tempo stesso centro sociale di Collescipoli è riuscito in tanti anni a rimanere aperto con enormi sacrifici,  organizzando ogni anno la sagra culinaria punto di riferimento per tutta la collettività. Tutto questo senza il minimo supporto dell’amministrazione comunale che, al contrario, ha negato addirittura anche due piccole stanze del Chiostro di Santa Cecilia. Dopo la chiusura del minimarket alimentare, lo spettro della desertificazione avanza inesorabile anche a Collescipoli. Non si tratta purtroppo dell’unica frazione lasciata sola da questa amministrazione. Un altro esempio è Collestatte dove non si è trovata alcuna soluzione per riprendere il progetto del centro sportivo di aggregazione che ad oggi è rimasto un cantiere abbandonato. Mentre Palazzo Spada pensa solo alle grandi opere, le frazioni sono abbandonate a se stesse. Nulla si muove e poco interessa agli assessori delegati e al sindaco. Chissà se tra qualche mese torneranno a parlare delle frazioni per chiedere il voto alle prossime elezioni amministrative, raccontando chissà quale grande risultato o magari promettendo chissà quale cambiamento. Di sicuro, per arrivarci, dovranno schivare le buche delle strade abbandonate di frazioni che questa amministrazione ha deciso inesorabilmente di cancellare».

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