martedì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:06

Terni, il sindaco valuta i nomi per le municipalizzate: scaduto il bando per Farmacia

Una decina di domande presentate per il posto da amministratore unico della controllata comunale

di Massimo Colonna

Sono una decina i curricula inviati al Comune per il bando pubblico per il nuovo amministratore di Farmacia Terni, la municipalizzata di Palazzo Spada al centro di un lungo e complesso percorso di revisione societaria da parte dell’amministrazione. Il bando è scaduto il 9 gennaio e ora dunque la palla passerà direttamente al sindaco Leonardo Latini che deciderà il nome del candidato ritenuto migliore per il posto di successore dell’attuale amministratore unico di Farmacia Terni, Fausto Sciamanna. Così come dovrà farlo per Terni Reti, l’altra controllata di Palazzo Spada che attende l’indicazione di un nuovo vertice.

I lavoratori Intanto la gestione della controllata al cento per cento da Palazzo Spada non è semplice nemmeno dal punto di vista sindacale: i rappresentanti dei lavoratori infatti hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti e programmato anche uno sciopero per il primo febbraio. Il tutto in attesa di essere convocati dal prefetto, Paolo De Biagi, che potrebbe riunire intorno ad un tavolo le parti in causa con l’obiettivo di trovare un accordo che scongiuri l’iniziativa dei lavoratori. Diverse le questioni ancora da risolvere, come il mancato rinnovo del contratto per una decina di dipendenti e la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2017. Su questo fronte il 16 gennaio è in programma l’assemblea dei soci, che dovrà fare il punto anche per quello che riguarda il bilancio. Sullo sfondo poi resta anche la diatriba tra l’assessore alle Partecipate Fabrizio Dominici e lo stesso Sciamanna, il quale ha ancora due anni di contratto come amministratore.

Farmacia Terni Il mancato rinnovo, a fine 2018, dei contratti a tempo determinato ha intanto  determinato un taglio dei servizi e poi, non essendo mai stato approvato il bilancio consuntivo 2017, l’attività dei dieci punti vendita procede in esercizio provvisorio; esiste insomma pure il rischio di ritrovarsi senza la liquidità necessaria per l’approvvigionamento di medicinali e parafarmaci. «L’assenza di una politica di rilancio non fa dormire sonni tranquilli ai lavoratori». È questo che dichiarano i sindacati, confidando nell’approvazione del bilancio almeno nell’assemblea dei soci convocata per il 16 gennaio prossimo, nonché in un sistema per la salvaguardia dei livelli occupazionali e retributivi. L’intervento del prefetto è stato chiesto per mediare tra Sciamanna e l’assessore Fabrizio Dominici.

@tulhaidetto

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