Ricordato in un convegno organizzato dall’Ordine degli ingegneri di Terni l’esperto di siderurgia nonché giornalista scientifico e umanista, persino poeta, Gino Papuli, l’ingegnere che si spese per la conservazione e l’esposizione della Grande Pressa difronte alla stazione di Terni. L’incontro di venerdì mattina all’Archivio di Stato in via Cavour è stata anche l’occasione per la dirigente scolastica Cinzia Fabrizi di presentare il nuovo corso biennale di Archeologia industriale ‘City’ remix promosso dall’ex Itis (oggi Itt Allievi Sangallo), il Galilei e la scuola media Da Vinci Nucula.

Gino Papuli A dieci anni dalla scomparsa di Papuli ecco allora che l’archeologia industriale entrare nelle scuole ternane: personaggi storici, luoghi simbolo, documenti, siti dismessi; un tesoro che spesso viene dimenticato e che invece racchiude in sé l’essenza della Terni industriale, città dell’acciaio e della chimica. Vista la recente rimozione della Telfer, al presidente dell’ordine degli ingegneri Simone Monotti abbiamo chiesto di provare a immaginare la reazione di Papuli: «Di sicuro avrebbe espresso come suo solito un equilibrio impeccabile tra la bellezza di conservare e la necessità di garantire sicurezza». All’iniziativa presenti fra gli altri il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli e il sindaco Leonardo Latini

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