martedì 24 novembre - Aggiornato alle 19:10

Terni, ‘Psicologia in rosa’, un servizio dedicato alle donne violate o con patologie gravi

L'ospedale di Terni

di M.T.

Il progetto si chiama ‘Psicologia in rosa’, è curato del servizio di psicologia dell’ospedale di Terni, diretto da David Lazzari e verrà inaugurato, inserendosi così nel quadro delle celebrazioni per la festa della donna, venerdì.

L’obiettivo Il servizio, in collaborazione con il pronto soccorso, l’unità operativa di ginecologia e ostetricia e il centro salute donna, ha come obiettivo quello di fornire assistenza psicologica alle donne che si trovano ad affrontare due diverse drammatiche situazioni: la violenza domestica e sessuale e la diagnosi di tumore al seno.

Il servizio «Affrontare questi aspetti non è solo un problema etico o di coerenza con la progettualità che distingue la nostra regione – sottolinea il direttore generale del ‘Santa IMaria’, Andrea Casciari – ma è anche un modo per fornire interventi più integrati ed efficaci nel momento in cui sono necessari ed hanno il maggiore impatto. Avere un occhio ai costi non vuol dire fare meno, ma fare meglio, per evitare che aspetti spesso trascurati, che tuttavia hanno un peso, finiscano per incidere negativamente sulle persone e sulla società oltre che sul sistema sanitario».

Il percorso Qualsiasi sia il canale di accesso della donna al sistema ospedaliero, «viene predisposto un percorso coerente ed integrato di accoglienza e di valutazione psicologica, il cosiddetto ‘codice rosa’, volto a rilevare precocemente le forme di disagio e di violenza nascoste da dinamiche individuali e familiari», aiutando la donna a prendere contatti non soltanto con l’ospedale quale luogo di cura, ma anche con la rete di intervento territoriale finalizzata al supporto e alla gestione delle problematiche sia della donna che dei figli minori e «per rendere più efficace ed omogenea la gestione del problema e la relazione con l’utenza, è stata prevista un’attività di formazione per il personale sanitario».

Le patologie Oltre alle donne vittime di violenze, il progetto vuole fornire anche alle donne con diagnosi di tumore al seno «al fine di migliorare la gestione della malattia e ridurre il disagio psicologico e o stress. Questi aspetti, come dimostrano diversi studi, hanno un peso significativo nella cura, nel recupero e nella riduzione di eventuali recidive», perché lo stress legato alla malattia ha una forte ricaduta negativa non solo sulla psiche ma su tutto l’organismo e «diviene allora importante individuare e aiutare quel 50% di donne che, in base ai dati disponibili, vive una situazione soggettiva molto difficile e spesso si chiude e non chiede aiuto».

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