L'aula di una scuola

Ansie da terremoto per la scuola Carducci e Palazzo Spada risponde con un possibile trasferimento immediato delle 11 classi della primaria all’istituto tecnico superiore Ipsia ma la gestione dei costi per l’operazione genera incomprensioni.

Palazzo Spada «L’amministrazione comunale – dichiarano gli assessori ai Lavori pubblici Stefano Bucari e alla Scuola Tiziana De Angelis.– ha lavorato intensamente per consentire che questa estate prendano il via i lavori di adeguamento sismico della Carducci per 750 mila euro. Abbiamo individuato, grazie alla collaborazione della Provincia, il possibile trasloco nell’ala nord est dell’Ipsia. Una sistemazione per molti aspetti ottimale, con un ingresso autonomo su via Rosselli. Un trasferimento che, dal punto di vista dei costi, richiede circa 60 mila euro, dei quali 40 mila per alcuni adeguamenti funzionali e 20 per il trasloco. Un trasloco immediato però – precisano – con il bilancio di previsione 2017 non ancora approvato, richiede che i costi non siano a carico del Comune, occorre quindi verificare con l’intera comunità scolastica quanto manifestato da alcuni genitori che si sono detti pronti a sopperire con il volontariato agli oneri di trasloco di alcuni arredi essenziali, così come per il trasporto scolastico. Fermo restando, poi, che a giugno, a lezioni concluse, con il bilancio comunale approvato, il Comune si farà carico dei lavori di adeguamento dei locali e delle strutture dell’Ipsia».

Il Comitato Genitori Scuola Carducci Dichiarazioni che hanno costretto mamme e papà a puntualizzare: «Ci siamo offerti di collaborare con il Comune nel trasloco degli arredi scolastici, disposti a pagare di tasca nostra un’assicurazione per i membri del comitato. Mai si è parlato di pagare l’intera somma, o di provvedere autonomamente al trasporto quotidiano dei bambini. La richiesta di spostare anticipatamente i bambini non nasce da un capriccio dei genitori, ma dalla consapevolezza che l’edificio scolastico frequentato quotidianamente dai bambini non è sismicamente sicuro. Il Comune sa di dover spostare questi bambini sin dal 2015 e in due anni quindi non si è mai posto il nodo economico che emerge prepotentemente solo ora. Siamo contenti che il Comune assicuri di sobbarcarsi la spesa a partire da settembre; è in grado anche di assicurare che da qui a settembre non vi saranno altre scosse di terremoto? Durante l’audizione in commissione inoltre è stato chiesto se l’amministrazione, in caso di trasferimento anticipato, potesse essere in grado di sopperire alla spesa del trasporto, ma non abbiamo ricevuto risposta; non ci siamo mai arrogati il diritto di decidere per gli altri di provvedere autonomamente al trasporto. Infine, vorremmo capire se il Comune.ci sta dicendo che la sicurezza dei bambini di Terni a scuola ha un prezzo oltre il quale Palazzo Spada non può pagare. Se dobbiamo pagare noi (due volte, prima con un bonifico, e poi con le tasse), trasportare noi, lavorare noi, a cosa serve più il Comune? A produrre carte bollate?».

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