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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 03:26

Terni, «no al taglio degli alberi di viale Borsi»: dopo la petizione arriva il ricorso al Tar

Con 500 firme raccolte, Sos Verde pubblico chiede la sospensione del provvedimento

Lo scontro tra amministrazione e ambientalisti sull’abbattimento dei pini di viale Borsi non accenna a placarsi: il circolo Vas (Verdi, Ambiente e Società) di Terni e Narni e Sos Verde pubblico di Terni, dopo aver lanciato, nei giorni  scorsi, una petizione online contro il taglio degli alberi annunciano anche che faranno ricorso al Tar: «Abbiamo deciso di fare un ricorso al Tar per richiedere la sospensione del provvedimento. In alternativa faremo un ricorso urgente alla Presidenza della Repubblica tramite la nostra avvocatessa che ci assiste» scrive Pierluigi Rainone, segretario del circolo Vas di Terni e Narni e portavoce del comitato Sos Verde pubblico Terni.

Le motivazioni dell’amministrazione Lo scorso luglio, l’assessore al verde pubblico, Benedetta Salvati, aveva annunciato l’abbattimento dei pini – previsto per i primi di agosto e poi slittato – dichiarando che: «I pini di viale Borsi sono tutti ultra cinquantenari e – così come accade in molte altre città – le radici di questi alberi, che ormai sono giudicati non idonei all’ambiente cittadino, hanno smembrato i marciapiedi e il manto stradale. Percorrere alcuni tratti di strada è diventato, ormai, difficilissimo, se non impossibile, come all’incrocio con viale di Porta Sant’Angelo dove – da tempo – siamo stati costretti a tener chiusa una corsia». Specificando, poi, che si sarebbe seguito il modello di via Lungonera Savoia e di viale Campo Fregoso, lo stesso assessore assicurava un intervento tempestivo «dopo aver acquisito le opportune valutazioni tecniche».

La posizione di Sos Verde pubblico Dal canto loro, i «no al taglio» sostengono che «le alberature stradali sono una parte importante del verde urbano: contribuiscono a ossigenare l’aria e al benessere psicologico e fisico dei residenti; le chiome filtrano l’aria abbattendo gli inquinanti, attenuano il rumore, schermano alla vista il cemento e altre brutture»; nel dettaglio, poi, gli stessi sostengono che «i pini non sono l’unica causa del dissesto stradale: basti pensare ai numerosi chiusini infossati presenti su molte strade che costringono ciclisti e motociclisti a schivarli o a marciare a centro strada». Non comprendendo la scelta di focalizzare l’attenzione sui soli pini, i promotori della petizione accusano anche l’amministrazione di «aver messo i cittadini di fronte al fatto compiuto e aver taciuto anche la vera finalità: la realizzazione del parcheggio sul marciapiede del viale Colombo». Più che una sostituzione dei pini, si chiede quindi «una manutenzione ordinaria all’altezza delle esigenze e la redazione di un piano del verde pubblico».

Il ricorso al Tar L’annuncio del ricorso al Tar è delle ultime ore. Pierluigi Rainone, portavoce del comitato Sos Verde pubblico Terni, fa infatti sapere di aver appreso che «la delibera della Salvati è sostenuta da una perizia tecnica redatta da D.A., dottore agronomo forestale iscritto all’ordine dei dottori agronomi forestali dell’Umbria. La perizia in questione è stata, però, effettuata ‘a vista’ e non con la strumentazione adatta a verificare la stabilità e lo stato di salute degli alberi». Alla luce di ciò, lo stesso Rainone ha invitato «l’agronomo che ha firmato la perizia a dimostrare il contrario» e ha espresso la volontà di «fare un ricorso al Tar per richiedere la sospensione del provvedimento».

 

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