mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 06:55

Terni-Montoro col viadotto chiuso, l’odissea dei pendolari: almeno un’ora di viaggio

«Per fortuna riaperta la strada provinciale che costeggia la polveriera militare. Traffico insostenibile, non c’è orario di tregua»

 

di Mar. Ros.

«Da Terni, per raggiungere il polo industriale di Montoro ora che il viadotto è chiuso, percorro la  superstrada fino all’uscita di Amelia e da lì imbocco la strada provinciale Montorese, solo da un paio di giorni riaperta al traffico leggero. Impiego all’incirca un’ora, il tempo per andare al lavoro è più che raddoppiato». A parlare è Claudio Zara, 54enne, dipendente della Exolon (ex Bayer), azienda che non conosce crisi in tempi di Covid-19 perché le famose lastre che si producono nello stabilimento chimico sono richieste ora anche come divisori e schermi protettivi anti contagio.

La diretta da Narni: il video

Quella di Claudio è la storia di molti altri ternani che ogni giorno si recano nel polo industriale di Montoro e se fino alla fine di maggio impiegavano all’incirca mezz’ora nel tragitto casa-lavoro, adesso con la chiusura del viadotto almeno il doppio. Quando va bene. «Il traffico in questi giorni è continuo e a sentire altri colleghi che entrano in orari diversi pare proprio che non ci siano orari con un ridotto flusso di veicoli. I primi due giorni di chiusura del viadotto, due i percorsi che abbiamo tentato: superstrada fino a Narni scalo passando per Stifone; Flaminia fino a Narni passando per Taizzano e Treie. Una vera odissea, un’ora e mezzo di viaggio. Poi per fortuna – aggiunge – sono stati oscurati i divieti di transito in strada provinciale Montorese. Ma sia chiaro che quella arteria è stata riaperta al solo traffico leggero. Se, come già successo, qualche camionista fa il furbo e iniziano a riversarsi anche lì i mezzi pesanti è la fine».

Gallery: le immagini del traffico a Narni
Video: il traffico verso Narni 

Provinciale 28 Curiosa la storia che Claudio Racconta a Umbria24 proprio su quella stradina che costeggia la polveriera militare: «Fu il maresciallo della struttura, ormai forse un decennio fa che, col favore delle autorità locali competenti in materia, riuscì a limitare il transito, lungo quell’arteria, nonostante le proteste dei residenti. Quella strada – riferisce Claudio, che è originario della zona – era considerata estremamente importante ai tempi della Terni chimica, perché inserita come via di fuga verso Amelia nel piano delle emergenze legate allo stabilimento». Oggi, per i numerosi lavoratori del polo industriale rappresenta la via più facile di accesso a Nera Montoro, provenendo da Terni anche se i tempi del tragitto casa-lavoro e viceversa, come detto sono raddoppiati; purtroppo sarà probabilmente così per diversi mesi, che serviranno per intervenire sul viadotto. Intanto, al tavolo di venerdì, sono state accolte le richieste del sindaco di Narni Francesco De Rebotti per la gestione dei mezzi pesanti.

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