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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:40

Terni, monsignor Ernesto Vecchi: «Servono preghiere, per l’acciaieria e per la curia»

Monsignor Ernesto Vecchi

di Marco Torricelli

«Anche io ho qualche guaio risolvibile, qualche debituccio». Monsignor Ernesto Vecchi, l’amministratore apostolico della diocesi di Terni, Narni e Amelia, al termine della messa celebrata all’Ast, in occasione della domenica delle Palme, ha anche parlato dei problemi relativi alla diocesi.

Ammissione Di fatto è la prima volta che monsignor Ernesto Vecchi si pronuncia, in pubblico, sulla situazione finanziaria della curia dopo la gestione dell’ex vescovo, Vincenzo Paglia, ed è stato chiaro: «I debiti ci sono e bisognerà cercare di risolvere i problemi insieme. Servono preghiere, per l’acciaieria e per la curia». Un’affermazione importante, fatta in un’occasione – la messa delle palme – quanto mai significativa. Una sorta di presa d’atto e, nel contempo, di distanza dalla gestione precedente.

Sviluppi Probabilmente, visto che monsignor Vecchi è, oltre che un esperto uomo di chiesa, anche un navigato amministratore, non ha trascurato i crescenti scricchiolii che arrivano dalle strutture, sempre più traballanti, della complessa architettura messa in piedi, negli ultimi anni, dagli uomini della diocesi e vicini ad essa: l’operazione della squadra mobile, che ha prelevato dagli uffici del Comune di Narni i documenti relativi alla cessione del castello di San Girolamo, potrebbero essere l’annuncio di una svolta e di un’accelerazione nelle indagini. E lui, forse, se ne rende conto.

L’Italia Monsignor Vecchi, inviato a Terni proprio per mettere ordine nei conti dissestati della diocesi, prima di lasciare il posto ad «un vescovo giovane», come ha detto domenica, ha parlato dell’Italia, che «ha bisogno di un governo stabile, per dare sostegno alle aziende e lavoro alle famiglie, soprattutto alle nuove generazioni. I partiti si diano una mossa seguendo le indicazioni del presidente della Repubblica. Gli schieramenti, vecchi e nuovi, restituiscano alla politica il suo ruolo di catalizzatore del bene comune».

Le acciaierie Secondo Monsignor Vecchi sono «un fiore all’occhiello della nostra cultura industriale. Chi ha responsabilità di governo e compiti amministrativi non può lasciare decidere solo ai tecnocrati della Commissione europea o alla buona volontà di qualche gruppo industriale nazionale o internazionale». Acciai Speciali Terni, ha insistito l’amministratore apostolico, «secondo chi se ne intende si qualifica come gruppo industriale leader per l’impiantistica moderna e per le innovazioni tecnologiche, per il rigoroso controllo della qualità dei propri processi e prodotti, per i risultati della ricerca metallurgica e per l’accurata assistenza tecnica. I 3 mila dipendenti dell’Ast, con le loro famiglie, ne sono orgogliosi e sperano che le difficoltà in atto vengano presto superate».

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