mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 21:57

Terni, Melasecche al contrattacco sul Verdi: «Basta furbizie, ecco il nostro progetto per il teatro»

L’assessore dopo le critiche mosse da diverse associazioni: «Nessuno si elevi a custode della Cultura della città»

«Basta con le solite furbizie e scorciatoie che hanno depresso Terni impedendole di volare alto tenendo chiuso il Teatro Verdi da 10 anni. Basta con chi non rispetta il lavoro di altri ingegneri e architetti definendolo ‘immondizia’ senza il coraggio di contro proporne uno proprio, perché così facendo non merita rispetto». Dopo la conferenza organizzata da una trentina di associazioni culturali in città per criticare il nuovo progetto dell’amministrazione comunale, arriva la replica dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Terni, Enrico Melasecche.

Il Palasport Melasecche se la prende con «chi critica senza avere una contro proposta» e con «chi denigra il Palasport, che stiamo finalmente realizzando, definendolo modestissimo rispetto a quello di Perugia, dimostrando di essere totalmente ignorante del progetto e delle problematiche di settore». «Chi dà i numeri a casaccio e propone di mettere accanto al Palasport un cubo/teatro rischia di bloccare l’uno e di impedire di realizzare l’altro. Chi continua in queste ore di caldo africano a giocare strumentalmente nell’equivoco, salendo improvvisamente su un inesistente piedistallo, nel pretendere di rappresentare da solo la Cultura, la Bellezza, la Storia di Terni sbaglia cercando di dividere la città spossata dalla crisi e dal dissesto. Chi gioca sulla buona fede di chi chiede a gran voce di dare a Terni un bel teatro degno di questo nome, fa una operazione scorretta. Perché una cosa è suscitare la passione cittadina per restituire a Terni il proprio teatro, e su questo accettiamo volentieri ulteriore sostegno, non certo lezioni, ben altro è attribuirsi strumentalmente la rappresentanza di questo popolo piegandolo verso la soluzione che personalmente interessa, resa impossibile dall’apposizione del vincolo».

Il progetto per il Verdi «Noi stiamo facendo di tutto – prosegue Melasecche – con una buona volontà ed una pazienza degna della causa, per dotare inoltre il Teatro Verdi di un ridotto con altri 220 posti, di un piano per i camerini che non esistono più, di un museo ma soprattutto di un teatro che abbia una sicurezza, una funzionalità ed una acustica di tutto livello. Occorre distinguere chi vuole riaprire in tempi ragionevoli e certi un bellissimo Teatro Verdi e chi invece pretende, contro la legge, contro il parere della Soprintendenza, contro il vincolo sollecitato dalla precedente amministrazione comunale ed imposto dal precedente Soprintendente di alzare polveroni contro questa amministrazione. Abbiamo ricevuto, sia io che il sindaco, ripetutamente, i cittadini, abbiamo parlato senza dare la minima illusione sulla soluzione tecnica possibile ma spiegando in modo chiaro i problemi che incontriamo ed i vincoli esistenti. Quanto ai teatri polettiani di Rimini e Fano sono costati la bellezza rispettivamente di quasi 40 ed oltre 20 milioni. Una follia per Terni che oggi ha solo 3 milioni ma che, sono convinto, può aspirare comunque a completarlo entro pochissimi anni a condizioni che non si riprenda lo sport di sempre, quello di sparare sul pianista, esattamente come si è cercato di fare con il Palazzetto dello Sport che sta andando mirabilmente a definitiva soluzione e di cui tutti andremo orgogliosi».

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