sabato 20 ottobre - Aggiornato alle 23:19

Terni, le motivazioni del no al piano di rientro: «Progetto non conforme»

Depositata la relazione della Corte dei Conti a sezioni unite che aveva innescato le dimissioni del sindaco

Palazzo Spada (foto Marta Rosati)

«Il piano del Comune non appare del tutto conforme ai contenuti richiesti». E’ uno dei passaggi delle motivazioni con cui la Corte dei Conti a sezioni unite ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Terni e dalla ormai ex giunta Di Girolamo. La relazione dei giudici contabili, il cui giudizio di merito era stato già reso noto dopo quello altrettanto negativo della Corte dei Conti regionale, è stata infatti depositata nelle scorse ore.

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La relazione Proprio da quel documento è arrivato poi tutto il meccanismo che ha portato alle dimissioni del sindaco e all’arrivo a Palazzo Spada del commissario straordinario Antonino Cufalo, che resterà in carica fino al prossimo 10 giugno, giorno delle elezioni amministrative. «Risulta agli atti – come si legge nelle motivazioni – che la Sezione regionale di controllo sia giunta alla conclusione di ritenere il piano inattendibile dopo un’approfondita istruttoria, che ha riguardato tutti gli aspetti critici quali, ad esempio, l’elevata mole dei debiti fuori bilancio, in particolare con le partecipate, il riaccertamento straordinario dei residui, il disavanzo dell’esercizio 2015. Nella delibera risultano specificati tutti i motivi per i quali la Sezione regionale non ha ritenuto attendibile il piano. Tali motivi, peraltro, sono stati condivisi dalla Commissione che, nella relazione conclusiva, ha precisato: ‘Il piano del Comune di Terni non appare del tutto conforme ai contenuti richiesti dalle disposizioni normative di riferimento ed alle indicazioni contenute nelle linee guida elaborate dalla Corte dei conti. Ciò in quanto dagli atti esaminati emerge che il procedimento di realizzazione delle misure di risanamento si presenta ancora nelle fasi iniziali del cronoprogamma di realizzo».

Il Movimento Cinque Stelle Sul caso interviene anche Thomas De Luca, fresco di candidatura a sindaco per il M5s. «La sentenza parla chiaro – scrive De Luca in una nota –  se il Pd avesse accolto il piano del M5s il Comune di Terni non sarebbe in dissesto. Le motivazioni sono inequivocabili e puntano il dito contro il mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio e l’inattendibilità delle coperture, valutazioni che confermano pienamente le pesantissime ombre sui bilanci 2013-2016».

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