mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:38

Terni, l’Agenzia delle entrate indaga sulla Diocesi. Il direttore: «Attività di controllo in corso»

Il duomo di terni

di M. To.

Sotto la lente di ingrandimento. Un’altra. La Diocesi di Terni, stavolta, è sotto osservazione da un altro – e tutt’altro che accomodante – occhio indagatore. Quello dell’Agenzia delle entrate.

LA ‘SAGA’ DELLA DIOCESI

La denuncia A segnalare le tante – troppe – anomalie che erano emerse nella gestione eoconomico-finanziaria della Diocesi, era stato il presidente ternano di Italia Nostra, Andrea Liberati, al quale si erano uniti due sacerdoti, chiedendo al vescovo Giuseppe Piemontese di «sollecitamente presentare in procura le necessarie denunce contro i vari faccendieri, amministratori, presunti dirigenti, improbabili imprenditori, professionisti e consulenti che hanno cinto d’assedio la Diocesi».

I sequestri Alle denunce, però, a loro avviso avrebbero dovuto far seguito «le relative richieste di sequestro conservativo, lanciando così un segnale inequivocabile all’intera comunità regionale, nonché ai non pochi malfattori che assediano la nostra città in particolare, fin dentro la Chiesa. Sarebbe stonato se non si utilizzassero appieno i mezzi forniti dal diritto per recuperare il maltolto da coloro che si sono arricchiti indebitamente alle spalle del popolo di Dio».

L’Idsc Atro tema proposto era stato quello relativo all’Istituto diocesano sostentamento del clero (Idsc), «salito anni fa agli onori di cronache anche nazionali per aver autorizzato manovre inammissibili a livello economico e contraddittorie sul piano pastorale: dalla cessione misteriosa di un terreno alla metà del prezzo proposto, all’abbattimento dell’edificio delle Orsoline, sino all’eccessivamente oneroso riacquisto dell’immobile di via Saffi; dall’assenza di trasparenti bandi di gara per le necessità d’ufficio (alienazioni, locazioni e acquisti, ledendo la libera concorrenza tra imprese) fino ai conflitti di interesse di alcuni membri dell’Istituto medesimo» e di cui Liberati chiedeva «l’azzeramento immediato».

Il ‘Leonino’ Proprio nei giorni scorsi, don Gianni Colsanti, ex dirigente scolastico dell’istituto Leonino, che occupa proprio l’ìmmobile di via Saffi acquistato dall’Idsc, aveva posto il tema relativo alla sua rimozione – insieme a tutto il vecchio direttivo – e sostituzione.

L’Agenzia Il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, Carlo Palumbo, è laconico – quanto deciso – in una lettera con la quale annuncia che «per quanto di competenza, questa Agenzia sta esperendo le opportune attività di controllo nei confronti dei soggetti che, in base alle informazioni a propria disposizione, appaiono coinvolti nella vicenda». L’attività di ricerca della verità, insomma, continua.

 

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