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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 18:21

Terni, la ‘passerella’ della stazione: nel progetto vincente emerge uno strano intreccio di parentele

Un rendering del 'Tripod', la passerella

di Francesca Mancosu

Quando partiranno i lavori per la passerella della stazione ferroviaria di Terni? La domanda, a circa sette mesi dall’aggiudicazione del concorso di progettazione relativo da parte dello studio londinese McDowell+Benedetti Architects, pare legittima. Soprattutto per alcune incongruenze che risultano dall’esame delle carte che documentano le varie fasi del progetto sul percorso pedonale sopraelevato fra piazza Dante ed il futuro sistema di attestamento di via Proietti Divi. E gettano più di qualche ombra sulla regolarità della gara. Ma dal Comune annunciano novità.

Presto sul sito del Comune «Nessun ritardo», assicura l’architetto Roberto Meloni, responsabile del Piano integrato territoriale del Comune di Terni. «Entro pochi giorni partirà il bando per l’appalto integrato (quello relativo alla progettazione esecutiva ed alla realizzazione dei lavori; ndr) e pubblicheremo sul sito del Comune una sezione con tutti i dati relativi alla passerella e le informazioni sulla gara, immagini comprese. I cantieri si apriranno invece nel 2014, e contestualmente verrà organizzata la mostra dei progetti partecipanti al concorso internazionale vinto dallo studio McDowell+Benedetti Architects».

Parentele sospette Ma, a parte le rassicurazioni di Meloni sul rispetto delle tempistiche di realizzazione dell’opera, che dovrebbe essere ultimata entro il giugno 2015, a destare più di qualche dubbio sono le modalità con cui la commissione tecnica giudicatrice ha scelto il vincitore fra i 10 progetti partecipanti alla fase finale del corso (selezionati fra i 34 ammessi al primo grado del concorso). Quantomeno curiosa appare infatti una ‘coincidenza’: nella giuria e nello studio McDowell-Benedetti figurano due architetti che di cognome fanno entrambi Desideri: Paolo, professore all’università di Roma Tre e progettista della stazione Tiburtina, e Federico, suo figlio, che compare nello staff ‘past and present’ pubblicato sul sito dello studio suddetto. Un caso, sembrerebbe, ma in aperto contrasto con l’articolo 9 del bando, quello relativo alla ‘Incompatibilità dei partecipanti’ in cui si legge, testuali parole: «Non possono partecipare al concorso componenti la commissione giudicatrice, i loro coniugi e i loro parenti ed affini fino al terzo grado compreso».

Rapporti da chiarire Ma, a quanto risulta sempre leggendo il regolamento del bando, ad essere violato sarebbe stato anche un altro comma dell’articolo 9, quello in cui si dice che sono incompatibili anche «i datori di lavoro o coloro che abbiano qualsiasi rapporto di lavoro o collaborazione continuativo e/o notorio con membri della Commissione giudicatrice». In questo caso, la violazione delle regole sarebbe da ricondurre – il condizionale, ovviamente, è d’obbligo – allo stretto rapporto esistente fra lo studio londinese McDowell-Benedetti e lo studio di ingegneria italiano MEW Manfroni Engineering Workshop, assiduo collaboratore dello studio ABDR del professor Desideri e co-realizzatore dei suoi progetti, fra cui figurano, oltre alla stazione Tiburtina, l’International Exhibition Hall di Roma e il Museo Nazionale di Reggio Calabria.

La passerella La protagonista del primo concorso di architettura fatto a Terni dopo più di 50 anni, sarà lunga circa 200 metri e correrà a 7 metri sopra il livello dei binari ferroviari. Dal costo complessivo di 4.310.649 euro (di cui l’80% a valere dei fondi comunitari Por-Fesr 2007-13), il percorso attraverserà l’intero fascio ferroviario, a collegamento del nuovo parcheggio di via Proietti Divi con l’attuale atrio est della stazione, dove verrà spostato l’ingresso principale dello scalo ternano.

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