giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:07

Terni, recita natalizia contestata: scontro assessore e dirigente. Salvini: «Idiozia»

Alessandrini solleva caso: «Presepe negato per non urtare altre religioni». Mascio: «Era solo un progetto, da noi viene il vescovo»

Un bambino a scuola (foto Troccoli)

No alla recita natalizia perché disturba le altre culture religiose presenti nell’istituto. Questa la decisione di una dirigente scolastica di Terni che, secondo quanto riferisce l’assessore alla Scuola Valeria Alessandrini, avrebbe vietato lo svolgimento di una iniziativa natalizia legata alla messa in scena di quadri viventi con protagonisti i bambini della scuola Anita Garibaldi e a tema la nascita di Gesù. Una ricostruzione non accettata però dalla dirigente scolastica Maria Elisabetta Mascio Matteo Salvini con un post sui social: «Solo a me sembra una emerita idiozia?».

Il caso sollevato dall’assessore «Inutile sottolineare – spiega la Alessandrini – la delusione e l’amarezza che ho provato nell’apprendere la notizia. Mi auguro ci sia un ripensamento in tal senso in considerazione del rispetto di quei valori cristiani che fanno parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale. Rispettare chi professa altre religioni non significa dover rinunciare per forza a riconoscere le nostre radici, anzi. Solo rispettando quello che siamo stati e, quindi, quello che siamo, riusciremo a far capire agli altri che ognuno è libero di professare la propria fede, ma è anche tenuto a rispettare la storia e la cultura del paese dove vive. Spero venga consentito a bambini e ragazzi dell’istituto di vivere e condividere con i compagni e i propri genitori i momenti più belli, intensi e significativi del Natale».

La replica della preside «L’idea di realizzare nella nostra scuola un presepe vivente era soltanto un’ipotesi, dunque la questione è insussistente». E’ la replica che arriva dalla dirigente scolastica Mascio, a capo della scuola primaria del centro di Terni dove sarebbe stata vietata la recita, «ma il termine vietare è assolutamente inappropriato – dice la preside – e il tema non dovrebbe essere all’ordine del giorno per un assessore. La nostra scuola è un esempio di tolleranza, rispetto e integrazione ed è sufficiente aprire l’homepage del sito della direzione didattica per notare che viene riportata la visita pastorale del vescovo Giuseppe Piemontese. In tutte le scuole della nostra direzione vengono fatti presepi e canti natalizi, dunque il rispetto è totale per tutte le sensibilità, anche religiose. Ma senza superare certi limiti e seguendo le regole base imposte dal principio di laicità  della scuola». Diverse le reazioni.

Fd’I «La posizione della dirigente scolastica nel vietare la recita dei bambini in occasione delle prossime festività natalizie per non turbare le altre religioni , ci lascia perplessi e inorriditi. Fratelli d’Italia – dice il coordinatore Paolo Alunni Pistoli – condivide in pieno la posizione dell’assessore Alessandrini nella speranza che possa intervenire al più presto e ristabilire dei punti fermi che sono quelli della salvaguardia delle nostre radici cristiane».

Pd A finire nel mirino del gruppo consiliare del Pd, invece, è proprio Alessandrini che per i dem ha contribuito a creare «un clima irrispettoso e ingerente con lo scopo di generare tensioni proprie di un clima da perenne campagna elettorale per sfuggire alla grandezza dei problemi veri da affrontare. Le polemiche ormai troppo frequenti su tematiche scolastiche sono di opinione ma non sostanziate da normative di riferimento, ad iniziare dal Dpr 275/99 sulla autonomia degli Istituti. Rifiutiamo – dicono Filipponi e gli altri –  l’uso strumentale e politico dell’offerta formativa e autonoma delle Scuole con opinioni personali atte a creare attenzione mediatica strumentale».  

Civiltà laica A intervenire anche Alessandro Chiometti, presidente di Civiltà laica, che, parlando di «amministratori in campagna elettorale permanente», rileva come tra le «farmacie comunali sull’orlo del fallimento; l’assenza di politiche contro il bullismo nelle scuole; e il Comune indebitato per generazioni,  si si poteva almeno augurare che, chi ha fatto una campagna elettorale contro gli immigrati ignorando anche le parole del pontefice, avesse il buon gusto di non tirare in ballo “l’immigrato nella grotta” da difendere sotto Natale. Macché neanche questo ci viene risparmiato e così l’assessora Alessandrini, dopo aver regalato lo spray urticante al peperoncino per le sue colleghe, insieme al crociato sindaco Latini, che si professava erede del liberale Ciaurro, mostrano tutto il suo volto reazionario». 

Popolo della famiglia Tenore analogo ma posizione opposta dai ternani del Popolo della famiglia, guidati da Mario Adinolfi: «Le motivazioni e le giustificazioni sono intrise dei discorsi, ormai consueti e politicamente ispirati, in cui si richiama il tema del rispetto e dell’integrazione. Il Popolo della Famiglia Umbria considera ridicolo e grottesco, che si tenti in questo modo di promuovere il rispetto delle altre confessioni per evitare turbamenti, o imbarazzi, quando in realtà il processo di discriminazione è diametralmente inverso. Non si tratta di fare crociate anacronistiche si tratta di rispettare la tradizione di una religione che ha reso grande e bella l’Italia, che ha ispirato il diritto, l’arte e la politica, rispettando anche la sacrosanta libertà di coloro che si professano cristiana. La nostra considerazione va oltre uno sterile populismo che vorrebbe solo un ritorno al passato».

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