giovedì 5 dicembre - Aggiornato alle 19:34

Terni in orbita con la Stazione spaziale: Parmitano utilizza materiale made in Umbria

Un elemento lavorato dalla Serms tra le mani del comandante della missione: «Ricreiamo condizioni estreme»

A manipolare il pezzo meccanico, metterlo in posizione nella stazione spaziale internazionale, è stato Luca Parmitano, comandante della missione, il primo italiano che ha assunto quell’incarico. Ed è stata eccezionale la sua complessa «extravehicular activity», insomma il lavorare faticosamente fuori della stazione, nel vuoto. Ma è anche eccezionale che il pezzo che ha adoperato Parmitano è stato lavorato anche a Terni, dove era stato «qualificato meccanicamente e termicamente» dal personale di Serms. Gli ingegneri ternani hanno lavorato lungamente nei loro laboratori ternani, fianco a fianco con il personale della Nasa, del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), sino ad arrivare al risultato finale, che ha permesso a Parmitano di mettere in loco il pezzo sicuro ed affidabile, che contribuirà ad un funzionamento ottimale della stazione.

Il pezzo L’azienda ternana, in verità, non è nuova a importanti collaborazioni in ambito aerospaziale: «Opera infatti da quasi venti anni nel settore del testing, disciplina che mira ad aumentare la resistenza e l’affidabilità di componentistica destinata a svolgere le proprie funzioni in ambienti difficili (ad esempio con elevati shock meccanici o temperature estreme)», spiegano al Serms, con la maggiore semplicità che riescono. Che cosa hanno fatto a Terni in definitiva? Hanno ricreato le stesse condizioni estreme che il loro pezzo incontrerà nello spazio, perché possa essere affidabile. Il  Serms nato come spin off dell’Università di Perugia è ora parte di Umbragroup di Foligno.

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