Quantcast
sabato 27 novembre - Aggiornato alle 00:12

Terni, in Comune tremila domande per i buoni spesa. Ceccotti: «Primo step, ora verifiche»

L’assessore al Welfare: «Per tante si rende necessario un approfondimento, è un aspetto procedurale». Le opposizioni attaccano

di Mas. Col.

Oltre tremila domande per i buoni spesa del Comune di Terni. Tante, a tal punto che l’amministrazione comunale decide di chiudere qui questa prima ‘finestra’ per fare il punto della situazione sulle risorse a disposizione, per poi eventualmente riaprire l’accesso. A fissare lo stop ecco la determina numero 1082 del 14 aprile scorso, con oggetto ‘Sospensione della ricezione delle domande’. Si tratta di una sospensione che comunque, spiega l’assessore al Welfare Cristiano Ceccotti, non rappresenterà un problema per chi ancora dovesse presentare domanda. «Nessuno verrà lasciato indietro, si tratta soltanto di un atto procedurale che anche altri Comuni hanno intrapreso. Dopo aver ricevuto tremila domande, c’è la necessità di fare il punto anche sulle risorse a disposizione».

I conti Palazzo Spada avrà a disposizione 653.680,54 euro; i buoni spesa da 25 o 50 euro saranno erogati tramite i voucher a favore dei nuclei famigliari individuati tra quelli che «hanno subito, a causa dell’emergenza, una forte riduzione della capacità reddituale». In particolare, 250 euro per nuclei fino a due persone, 350 da due a quattro persone, 450 con cinque o più e 50 euro in più per ogni figlio a carico. Gli uffici del settore Welfare in questi giorni «hanno rilevato un numero consistente di mail pervenute che non è stato possibile scaricare integralmente dalla posta elettronica dedicata», si legge nella determina del Comune. Inoltre, molte sono incomplete. «Al 10 aprile, il 40 per cento delle domande risulta incompleto e quindi necessita di ulteriori verifiche».

Serve più tempo «Anche per questo – spiega Ceccotti – per non respingere le domande che ci sono arrivate, abbiamo deciso di approfondire anche tutte quelle incomplete, per non lasciare nessuno indietro. E’ un passaggio obbligato, anche perché ci permetterà di capire a quante persone potremo destinare il fondo del ministero».

Le opposizioni «Esprimiamo – dichiarano in una nota i capigruppo di Senso Civico, Alessandro Gentiletti, del Pd, Francesco Filipponi, del M5s, Federico Pasculli e di Terni Immagina, Paolo Angeletti – massima preoccupazione per la decisione di sospendere la recezione delle domande per l’erogazione dei buoni spesa. Non solo il Comune di Terni è stato tra gli ultimi comuni nell’adottare la procedura, non solo si è deciso di stanziare unicamente per ragioni incomprensibili soltanto il 70 per cento di quanto erogato dal governo, ma addirittura ora uno stop assurdo,  si impedisce ai cittadini bisognosi di continuare a fare domanda, giustificando il tutto per ragioni tecniche e di controllo delle richieste già pervenute. Soprattutto perché le domande ricevute sono un indicatore e rappresentano un dato che può darci la dimensione di fenomeno che fino a ieri il comune non era in grado di misurare oggettivamente. Chiediamo all’amministrazione di fare immediatamente retromarcia e riaprire il sistema. Quei soldi appartengono ai cittadini bisognosi che non riescono a far fronte all’emergenza alimentare e ogni minuto perso è intollerabile per la nostra comunità. Vi è personale a sufficienza per affrontare l’emergenza, serve soltanto saperlo organizzare e gestire. Vi sono fondi erogati che vanno tutti utilizzati, subito ed in assoluta trasparenza. Fondi che ricordiamo a differenza di altre regioni non sono stati integrati dalla Regione Umbria con neanche un centesimo».

Twitter @tulhaidetto

I commenti sono chiusi.