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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 11:51

Terni, il teatro Verdi e il restauro contestato: «Qualcuno sta remando contro il sindaco?»

Il teatro verdi

di Re.Te.

Ci sono rimasti male. E non fanno niente per nasconderlo. Tanto che l’associazione TernIdeale, dopo l’annuncio di una seconda conferenza dei servizi sul recupero del teatro Verdi, organizzata per il prossimo 8 luglio, lancia quella che sembra essere molto di più di una provocazione, parlando del «sospetto, speriamo infondato, che qualcuno stia remando contro il sindaco Di Girolamo».

L’associazione Già, perché, ricorda il presidente di TernIdeale, Giuseppe Belli, «nell’incontro pubblico organizzato dal Comune di Terni lo scorso 16 maggio, il sindaco aveva manifestato la disponibilità ad organizzare un tavolo di lavoro con i rappresentanti della cittadinanza per esaminare le varie problematiche». Soprattutto perché, ricorda Belli, «a nostro avviso, la parte progettuale non è aderente alle aspettative e non adatta nemmeno ad un rilancio culturale della città».

La delusione Del tavolo di confronto, rincara la dose Andrea Fabbri, che dell’associazione è il portavoce, «non c’è nessuna traccia, per ora. Però va avanti l’iter amministrativo per il via libera alla realizzazione di quella idea progettuale che quel 16 maggio conobbe un quasi unanime coro di critiche». Perché, secondo l’associazione, «il contenitore che si vuole realizzare non è altro che un restauro del cinema Lucioli, che non ha niente a vedere con il vero teatro che avevamo».

La conferenza Tanto più, fa notare Fabbri, che alla conferenza dei servizi di lunedì, «oltre a un’infinità di enti pubblici sono stati invitati solo alcuni soggetti privati, tra i quali il Teatro stabile dell’Umbria, il cui apporto per i teatri e i luoghi di spettacolo di Perugia e provincia – polemizza – è particolarmente significativo». Per questo, «come associazione che ha a cuore gli interessi culturali, valoriali e identitari della città di Terni non possiamo che esprimere senso di smarrimento e latente delusione».

L’affondo Messo in evidenza che «noto con piacere che il comune ha reperito la somma occorrente per il ripristino del cinema», Giuseppe Belli ribadisce «ancora una volta che tale somma è spesa nel peggiore dei modi. Quando l’amministrazione comunale ha esigue disponibilità finanziarie è bene che queste vengano spese per gli interventi più urgenti per la città, come sistemazioni stradali o quant’altro. Tenendo conto che i cittadini ternani hanno atteso circa 70 anni per riavere il loro teatro possono aspettare ancora pur di avere un edificio degno di essere chiamato teatro».

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