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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 11:13

Terni, il teatro Verdi e il progetto del suo restauro: i posti salgono a 835, ma i dubbi restano

Il convegno sul 'Verdi'

di Francesca Torricelli

Le sorti di un monumento simbolo della città, il futuro del più grande e antico contenitore culturale di Terni. Di questo si è discusso giovedì pomeriggio nella sala consiliare di palazzo Spada, in un convegno aperto alla città, agli operatori del settore e ai tecnici – c’erano anche l’assessore regionale ai lavori pubblici, Stefano Vinti e l’assessore provinciale alla cultura, Stefania Cherubini – con la presentazione del progetto di restauro ed adeguamento funzionale del teatro Verdi.

Le sorprese Un teatro progettato per il futuro, in un’epoca sempre più rivolta alla tecnologia e destinato ad accogliere grandi programmazioni culturali per la città ma, dagli addetti ai lavori, arriva la notizia: «Il nuovo teatro è pensato dando la priorità all’opera lirica». Iniziamo bene. A placare, almeno in parte, le polemiche di coloro che chiedevano un teatro di «almeno mille posti», è stato inserire nel progetto di restauro la possibilità di ottenere circa 835 posti, dai poco più di 600 di partenza. Infine, scendono ad otto milioni i costi complessivi dei lavori, da dieci di partenza, ma ne mancano sempre cinque. Il comune attualmente a disposizione ha tre milioni e il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, ha fatto sapere che «difficilmente si potrà accedere ai fondi europei».

Investire A proposito di spese, ad una domanda dell’associazione Terni Ideale, sul reperimento dei fondi, il sindaco risponde che se «ci saranno dei privati intenzionati ad investire nel progetto, il comune sarà pronto ad accogliere le proposte». Per la fondazione Carit, quindi, sarebbe il momento giusto per farsi avanti e, perché no, anche per l’associazione Terni Ideale, grazie al sostegno dell’ipotizzato sponsor.

La partecipazione L’assessore alla cultura, Simone Guerra, e quello ai lavori pubblici, Silvano Ricci, sottolineano l’importanza di questo teatro e che «la città deve riconoscersi nel progetto. Fondamentale sarà partire con questo spirito di collaborazione e confrontarsi con tutte le forze della città». Nel convegno di giovedì, però questa ‘partecipazione’ è stata relativa. In parte per motivi di tempistica. Le prime ore sono state incentrate sulla storia dell’architettura umbra e solo verso la fine si è entrati nello specifico. Poi, va bene la partecipazione dei singoli ‘amanti del teatro’, ma sarebbe stata opportuna la presenza anche delle associazioni culturali, per idee e proposte concrete.

La posizione Sembra mettere tutti d’accordo l’idea che il teatro debba rimanere dov’è ora. Anche se, sembra esserci l’idea del ‘piano B’, ovviamente solo un’ipotesi. Se proprio non sarà possibile restaurare quello esistente e si deciderà di rifarlo da un’altra parte, si potrebbe pensare allo Staino (il piazzale dove ora si piazzano il luna park o il circo), essendo una zona facilmente raggiungibile, dove è già esistente un parcheggio e in più sarebbe anche vicina al Caos, così da poter pensare anche a cose da fare in comune.

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