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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:43

Terni, genitori di bimbi disabili in rivolta contro l’Usl: Fiaschini li riceve e prende primi impegni

Presidio di protesta in via Bramante sostenuto anche da associazioni, documento consegnato al dg: «Entro due mesi primario e medici per la Neuropsichiatria infantile»

di Marta Rosati

«Entro due mesi sarà completata la riorganizzazione del reparto di Neuropsichiatria infantile». Così il direttore generale dell’Usl 2, Imolo Fiaschini, ai genitori di bambini e adulti disabili che giovedì mattina, insieme ai rappresentanti di varie associazioni del settore, hanno protestato sotto le finestre degli uffici Usl di Terni.

La protesta di giovedì mattina: video e foto

Sit-in Il blitz nella stanza A 437 del dg non era previsto ma i manifestanti attorno alle 11 hanno deciso di salire al quarto piano per consegnare al numero uno dell’azienda sanitaria il documento con tutta una serie di denunce e richieste. Il direttore si è subito reso disponibile a ricevere un delegazione. Dopo oltre un’ora, a riferire le prime parole del dg ci ha pensato Carla Paladino dell’associazione Aladino: «Entro sessanta giorni ha detto che rispetto alla neuropsichiatria infantile di Terni (che da fonti ufficiose seguirebbe attualmente  1300 bambini) provvederà ad integrare il personale, nessuna soluzione sul tavolo invece al momento per gli adulti con disabilità».

Unità operativa per adulti La risposta dei presenti: «La nostra lotta in questo senso proseguirà». Il nodo della questione è questo: «Passati i 18 anni – spiegano alcune mamme – per persone con disabilità fisiche o mentali vengono meno le strutture di appoggio in grado di assicurare una progettualità terapeutica e di reinserimento sociale, l’assistenza è frammentaria e disomogenea».

«Basta chiacchiere, vogliamo i fatti» Questo lo slogan coniato dal comitato spontaneo di genitori con disabilità e le associazioni Afad, Aladino, Angsa, Avi, Carta autismo, Un volo per Anna e Fish; qualcuno sfoggia anche la t-shirt bianca con un messaggio molto forte: ‘Sono speciale, non diverso’. «Anni di partecipazione ai tavoli inter-istituzionali – riferiscono – non hanno portato alle soluzioni sperate. Per questa fascia debole della popolazione c’è bisogno di interventi appropriati, non basta l’assistenzialismo. I disabili hanno necessità di un progetto di vita adeguato e su misura e con questo non chiediamo altro che il riconoscimento dei diritti. Le terapie riabilitative – tuonano – devono essere costanti, non possono essere messe in discussione ogni sei mesi per problemi di bilancio».

Team qualificati Genitori e associazioni chiedono professionisti specializzati per la presa in carico di bambini e adulti disabili; e se per i più piccoli, viste anche le promesse di Fiaschini a breve termine, esiste una struttura adeguata, per i più grandi l’unità operativa va costruita: «Serve un pull di medici che organizzi un sistema di interventi appropriati – incalzano dal comitato – deve esserci il contributo di psicologo, fisiatra, neuropsichiatra, educatore professionista e fisioterapista».

@martarosati28

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