lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 04:45

Terni, fontana di piazza Tacito: ecco il pennone. «Compiuto il primo passo del restauro»

Il montaggio del pennone

di Marco Torricelli

L’altra data, il 15 dicembre del 2011, quando si ruppe, era stata presa a simbolo della crisi: «S’è piegato pure il pennone – si disse – quasi a significare che la la città sta andando a pezzi». Quella dell’11 agosto, ora, assume un altro significato: non sarà più soltanto quella in cui ricordare il primo, tragico, bombardamento subìto dalla città nella seconda guerra mondiale. Perché diventa anche quella in cui uno dei monumenti simbolo inizia a rivivere.

La soddisfazione L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Terni, Silvano Ricci, gira intorno al cantiere e, convinto che non lo senta nessuno, dice sottovoce: «Qualcuno, forse, sperava che non ci riuscissimo. E invece ce la facciamo». Poi si accorge di non essere solo e alza la voce, indicando il pennone in fase di montaggio: «Stanno facendo un ottimo lavoro, vero?». Sì, ma non penso che si riferisse a questo, poco fa. «No, ma non è il momento per fare discorsi del genere. Oggi è un giorno importante ed è questo che conta. Il prossimo step sarà quello dell’affidamento del lavori per il rifacimento dei mosaici e vedrete che anche quello sarà rapido, ma fatto per bene».

Il nuovo ‘ago’ Il pennone è alto 24 metri e ha una doppia struttura: un sostegno interno in acciaio S355 dello spessore di 12 millimetri e un rivestimento esterno (‘camicia’, in gergo tecnico) in acciaio Inox Aisi 321 dello spessore di 3 millimetri. Per l’installazione e la messa a piombo del pennone sono state utilizzate due gru: una da 80 tonnellate con ancoraggio alla punta dell’ago e un sollevatore telescopico di 4 tonnellate che ha accompagnato la struttura durante la fase di scarico dal tir. Le gru hanno consentito anche l’inserimento della base del pennone e l’innesto tra le due parti che lo compongono. Successivamente, i tecnici hanno proceduto alla rimozione del rivestimento protettivo.  La saldatura verrà ultimata lunedì mattina, a partire dalle 7, per sfruttare le condizioni climatiche più adatte al completamento dell’intervento.

Le polemiche C’è già chi chiede, però, come mai non si sia fatta chiarezza sui motivi del crollo del vecchio pennone e sulle responsabilità: «Veramente – dice Ricci – non c’è nessun mistero. Il vecchio pennone, lo hanno dimostrato i test successivi alla rottura, aveva subìto delle infiltrazioni d’acqua che ne avevano minato la struttura e, per certi aspetti, l’incidente che si è verificato è stato un episodio fortunato. Le analisi ci hanno detto che sarebbe potuto cadere da un momento all’altro e non oso pensare con quali conseguenze».Sì, ma c’è chi dice che forse, prima di attaccarci le luminarie natalizie, si sarebbero dovuti fare dei test. «Guardi, faccio politica anch’io e capisco le motivazioni di chi critica, ma un dato oggettivo è che, oggi, il pennone è tornato al suo posto e che, presto, la fontana sarà più bella di prima». 

I lavori L’importo complessivo dei lavori di restauro è di circa 615 mila euro. Oltre alla posa del nuovo pennone in acciaio è prevista la ristrutturazione della struttura esterna, dell’impianto idraulico e la creazione di un moderno sistema di illuminazione. Il restauro riguarderà anche i mosaici disegnati dall’artista Corrado Cagli, raffiguranti i simboli dello zodiaco, che verranno protetti attraverso una speciale pellicola idrorepellente. Per l’operazione lavorano la fondazione Carit, il Comune di Terni, l’Asm, l’Ast e il Tubificio di Terni.

La storia Il primo concorso per la realizzazione della fontana venne bandito il 9 agosto 1932 nel 1934 iniziarono i lavori, che comportarono lo spostamento del monumento ai caduti, che si trovava al centro della piazza. Il 21 aprile 1936 la fontana di piazza Tacito venne inaugurata ufficialmente. Poi ci pensarono i bombardieri alleati a distruggerla e solo nel 1961, dopo diversi interventi, ritrovò l’aspetto originale. Ma negli anni ’90 si rese necessario un ulteriore intervento di restauro.

La ‘fontana monumentale’ La sua realizzazione è frutto del genio di Mario Ridolfi – a cui si devono progetti che sono diventati pietre miliari dell’architettura italiana – e di Corrado Cagli, a cui si devono i mosaici, che raffigurano i segni dello zodiaco, e che saranno oggetto della seconda fase del restauro. A Terni, per il montaggio del pennone, c’era anche Matteo Ridolfi, nipote di Mario e autore di numerosi documentari per la ‘Diva cinematografica. Ora ne girerà uno anche sulle opere del nonno – e questo documento non poteva mancare –  con il sogno di portarlo al festival di Venezia del 2014.

Il film «L’idea di raccontare la vita e il lavoro di Mario Ridolfi – racconta Matteo – ce l’ho da tanto e ricordo ancora il senso di smarrimento che provai quando mi dissero del pennone spezzato e, soprattutto, di quando lo vidi». La sorpresa, però, è stata «quella di vedere che, in un tempo relativamente breve, visto lo standard italiano, ci si è attivati per porre rimedio, e quasi approfittare della disavventura, per mettere in piedi un progetto di restauro complessivo dell’opera». Mentre si prepara a filmare il tutto spiega che «queste inquadrature saranno decisive, per il lavoro che voglio realizzare».

Una replica a “Terni, fontana di piazza Tacito: ecco il pennone. «Compiuto il primo passo del restauro»”

  1. chiocchio ha detto:

    leggendo su internet, osservo tante informazioni contradditorie ( acciaio 316 o 321 ), spessore di parete del singolo tubo ( 1 mm o 3 mm ). l’unico dato in comune riguarda lo spessore finale di parete del pennone ma la informazione non è chiara. Dalla lettura qui sopra la confusione aumenta. Attenzione che il pericolo di crollo esiste se il progetto e la messa in opera non sono molto conservative.

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