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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 11:37

Terni, flash mob di TernIdeale al teatro Verdi: protesta per il restauro sulle note di ‘Va pensiero’

Il flash mob al Verdi

di Francesca Torricelli

Sono saliti elegantemente sulle scale del teatro Verdi, hanno cantato e altrettanto elegantemente se ne sono andati. «Grazie alla preziosa partecipazione de ‘La corale della pace’, giovedì pomeriggio abbiamo organizzato un flashmob davanti al teatro». Cosa avranno voluto dire?

La data Passano pochi minuti e, poi, è tutto chiaro. Il 10 ottobre di 200 anni fa nasceva Giuseppe Verdi, a cui il teatro ternano è dedicato e TernIdeale, l’associazione che, da tempo, è in rotta di collisione con l’amministrazione comunale sulle strategie di restauro e recupero del teatro, ha voluto manifestare – con un flash mob ‘artistico’ – il proprio disappunto.

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Il mistero «Undici milioni: 3 milioni ci sono, 8 milioni mancano; 15mila euro al mese per la sola gestione. I numeri che in questi giorni stanno venendo fuori a proposito del restauro del teatro Verdi assomigliano molto a quelli di un’estrazione del lotto: pescati a caso da una dea bendata che accontenta pochi e delude molti», si sfogano i rappresentanti di TernIdeale. Soprattutto «copre di mistero una vicenda che meriterebbe la massima trasparenza possibile ovvero la più ampia e dibattuta partecipazione cittadina». E invece, anche per un’operazione storica come il restauro del secolare teatro cittadino, «si registra il classico rifiuto a scambi di idee e confronti sui diversi progetti possibili».

Un non confronto… «Quanto leggiamo dagli atti ufficiali dell’amministrazione comunale ci dimostra come la sensibilità di prospettiva per Terni non appartenga a chi dovrebbe averla in virtù del ruolo istituzionale rivestito. Piuttosto che aprire un confronto allargato con tutte le forze associative e sociali della città per catturare e mettere a frutto i consigli e le idee migliori, si è voluto agire nel segreto di alcune stanze dando facoltà di accesso soltanto a limitate e selezionatissime rappresentanze. A tal riguardo non può non rilevarsi la singolarità dell’ipotesi di un coinvolgimento dei privati in un project-financing in cui le idee di partenza sono già state decise da altri».

… mai iniziato Ancora una volta, secondo TernIdeale «un soggetto esterno può avere voce in capitolo su un qualcosa che interessa la città; diritto di udienza non concesso a chi, invece, la città ‘la fa’ ogni giorno con il proprio lavoro, con i propri sogni, con la propria vita. E non si può affermare che l’incontro pubblico del 16 maggio sul tema teatro sia stato un confronto scambievole di idee volto a progettare insieme alla città il teatro Verdi. In quell’occasione si è parlato poco di teatro e molto di altro. In quella sede si disse che da quel momento in poi sarebbe iniziato un percorso di confronto aperto con la città invece mai iniziato».

Dimostrare «Avremmo voluto dire e dimostrare che un teatro all’italiana, sufficientemente capiente, bello, tecnologicamente all’avanguardia, innovativo nella scelta dei materiali e nelle strutture tecniche di compendio avrebbe potuto rappresentare un punto di eccellenza su scala nazionale e non solo», prosegue l’associazione. Un Teatro Verdi «ripensato funzionalmente per la città e non per interessi circoscritti sarebbe stato un punto di eccellenza nazionale. Avremmo voluto dire e dimostrare che la gestione di un teatro recuperato pensando alla città, si può sostenere da sola facendo forza su capacità e qualità che a Terni esistono e sono vive, ma sono disconosciute. Avremmo voluto dire e dimostrare queste cose se ce ne fosse stata data la possibilità. Lo faremo lo stesso».

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