La ex fabbrica d'armi

di M. R.

Nuovo appello delle organizzazioni sindacali rivolto al governo, perché garantisca un futuro al Polo di mantenimento armi leggere di Terni. Le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil e le Rsu dello stabilimento hanno sottoscritto e inviato una lettera al ministro Roberta Pinotti per denunciare «una vera e propria deriva del Pmal verso compiti che nulla hanno a che vedere con quelli fissati al decreto del ministero della Difesa (31 dicembre 2014)».

Ex Fabbrica d’armi Il polo di Terni dovrebbe assicurare l’efficienza di materiali, mezzi e equipaggiamenti in dotazione alle Forze armate e ai Corpi armati dello Stato con particolare riferimento alle armi leggere », ma chi vive la realtà di viale Brin quotidianamente percepisce invece la tendenza dell’ex fabbrica d’armi ad affermarsi come una sorta di ‘magazzino’ al più vocato a rottamazione e smaltimento: «Manca un’azione programmatico-direttiva – denunciano i sindacati – siamo come una barca in balìa delle onde». Levata di scudi invece sul carattere industriale militare del Polo.

Nodo assunzioni Nell’appello rivolto al ministro Pinotti quello di «avviare un piano di assunzioni straordinario attingendo alle risorse proprie del ministero della Difesa e riproporre il modello scuole allievi operai, per impedire la desertificazione delle risorse umane del Pmal e l’irreversibile perdita di ogni know how acquisito». Per dare maggiore forza alle richieste avanzate, le sigle sottolineano: «L’età media delle alte professionalità presenti sfiora i 60 anni».

@martarosati28

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