lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 04:08

Terni, eventi valentiniani nel mirino del vescovo: «Non svendere i valori per un piatto di lenticchie»

La presentazione in Comune

di Marco Torricelli

Un carico. Da undici. Come se non fossero sufficienti, di loro, le polemiche ‘laiche’ – dai risvolti certamente politico-elettoralistici, ma che non vanno sottovalutate – che li hanno caratterizzati.

La presentazione L’occasione l’ha offerta la presentazione ufficiale dei circa cinquanta appuntamenti che fanno parte del ‘cartellone’ degli eventi valentiniani 2014 ed ha fatto registrare la presa di posizione, per niente accomodante, dell’amministratore apostolico della diocesi, monsignor Ernesto Vecchi.

L’assessore Roberto Fabrini, l’assessore comunale preposto, ha parlato della «buona volontà» che ha permesso di allestire il cartellone, in programma dal 1° febbraio al 8 marzo e il cui elenco completo è consultabile nel sito dedicato, del fatto che sono state coinvolte «le più rappresentative associazioni di categoria», della partecipazione di «giovani artisti locali» e del fatto che «il clou dei festeggiamenti sarà giustamente il solenne pontificale, presieduto da monsignor Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e monsignor Ernesto Vecchi, in programma il 14 febbraio»

Il vescovo Forse non si aspettava, però, quello che è successo quando – dopo aver chiarito di «non voler rispondere a strumentali e preconcette polemiche» – ha dato la parola proprio a monsignor Vecchi: «La festa del santo patrono – ha esordito il vescovo – è un elemento centrale dell’identità comunitaria, un fattore primario della nascita di una coscienza civile urbana. La sua figura e la sua devozione è giunta in ogni parte del mondo, come patrono dell’amore sponsale, oggi più che mai necessario per restituire consistenza alla società frantumata».

Lenticchie e cioccolatini Perché, ha però scandito il vescovo, «quando si parla di amore, si parla di quello assoluto, di quello divino, mica dell’amore in genere. Ed ecco perché – ha rincarato – credo che soprattutto in occasioni come queste non si debbano svendere i valori per un piatto di lenticchie». Per chiarire meglio i concetti, monsignor Vecchi ha aggiunto, rivolgendosi anche al Centro culturale valentiniano, che «San Valentino non è mica un patrono parrocchiale, ma la sua dimensione diocesana deve essere sempre presente in chi si avvicina alla sua figura ed al suo spessore civico ed istituzionale, che mica vorremo festeggiare a cioccolatini». Amen.

Cipiccia Il presidente della Camera di commercio, Enrico Cipiccia, dopo il carico messo sul tavolo dal vescovo, ha giocato una briscola: «Credo che per il futuro sarà opportuno coinvolgere anche le altre realtà che compongono la diocesi – ha detto – e magari fare una sintesi delle tante manifestazioni in programma, magari puntando su un programma condensato in una settimana, così da poter anche pensare a ‘pacchetti’ turistici da proporre all’esterno».

Le idee Ma soprattutto, ha insistito il presidente della Camera di commercio, «quello che noi ci auguriamo, visto che vogliamo continuare ad essere protagonisti, di poter valutare sempre più idee e progetti davvero innovativi ed in grado di essere attrattivi». Mentre l’assessore al commercio, Daniela Tedeschi ha auspicato che «i commercianti tengano i loro negozi aperti, nelle giornate dedicate a San Valentino, così da rendere la città ancora più accogliente per chi vorrà visitarla in questa occasione».

 

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