lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 04:01

Terni dal Papa, le polemiche sui costi per i fedeli. La Diocesi: «Ecco il resoconto economico»

Papa Francesco e i ternani

di Marco Torricelli

Era stata una giornata memorabile, quella in cui 7500 ternani avevano fatto visita a Papa Francesco. Ma qualche giorno dopo – per iniziativa di «un gruppo di insegnanti che hanno partecipato all’udienza del Santo Padre in occasione dei 130 anni dalla fondazione delle acciaierie con i nostri studenti» – era stato posto, anche in maniera piuttosto diretta, un interrogativo.

La domanda Perché, chiedevano gli insegnanti, «i fedeli della diocesi di Terni sono stati obbligati ad usufruire di un’unica modalità di partecipazione» ed «al pagamento di 25 euro che comprendeva il viaggio e la consumazione di un pasto a Castel Sant’Angelo, oltre naturalmente all’accesso alla sala Paolo VI°?».

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I dubbi Loro, gli insegnanti, si erano rivolti «direttamente alla Prefettura pontificia e dopo colloquio con padre Leonardo Sapienza, responsabile, siamo venuti a conoscenza che le informazioni che erano state date non erano esatte». Padre Leonardo Sapienza, polemizzavano, «ci ha spiegato che per le udienze straordinarie, la Prefettura pontificia non stampa nessun tipo di biglietto. Ci ha tenuto, poi, a sottolineare che i biglietti sono sempre e solo gratuiti per ogni tipo di udienza, quindi alla portata di tutti».

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I poveri Perché, chiedevano, «è stata negata la possibilità ai più poveri di recarsi dal Papa? Costoro si sarebbero accontentati di avere semplicemente il biglietto, per altro gratuito, saltando il pasto e provvedendo al viaggio per proprio conto. Tutto ciò gli é stato negato dando una cattiva informazione». Poi era arrivata la stoccata: «Nonostante tutte le anomalie finanziarie della nostra diocesi, anche questa volta non si è persa l’occasione di disorientare i fedeli». E, rivolgendosi direttamente al vescovo, dicevano: «Siamo convinti che lei eccellenza non ne sia al corrente, per questo le chiediamo di essere vigilante oltre misura visto il perdurare ed il perseverare nel modo di agire dei suoi collaboratori».

La Diocesi Dubbi e domande che, oltre che alla Diocesi, erano state inoltrate anche a Umbria24, che aveva subito chiesto chiarimenti a monsignor Ernesto Vecchi: «Ha fatto bene – mi aveva detto al telefono – e stia tranquillo che daremo conto di tutto in maniera chiara e completa». Tanto che giovedì è arrivata la relazione.

Il resoconto La prima cosa che salta agli occhi, leggendo il resoconto della Diocesi, è che monsignor Ernesto Vecchi è uno che non ha problemi a ‘metterci la faccia’: «Ogni decisione relativa all’organizzazione è stata concordata e approvata dal vescovo amministratore apostolico, come anche il costo del ‘pacchetto evento» e che «è stato proprio grazie all’interessamento personale del vescovo che si è potuto ottenere i costi applicati».

I tempi Per programmare e allestire l’organizzazione nei suoi vari aspetti, spiega la Diocesi, c’è stato poco tempo e per questo «è stata affidata all’Opera romana pellegrinaggi (Orp) tutta la parte tecnica-organizzativa dell’evento. Non esistendo in Diocesi altra struttura idonea l’Orp ha chiesto all’Accoglienza diocesana  di fungere da soggetto mandatario come base operativa in loco».

I biglietti L’ingresso nell’aula Paolo VI° «era assolutamente gratuito e la Diocesi – per disposizione degli organismi di controllo – ha stampato i biglietti d’ingresso, perché servissero come segno di riconoscimento al momento del controllo con il metal detector. I diversi colori servivano a distinguere i fedeli delle parrocchie che avevano aderito al pacchetto pranzo compreso, da quello degli studenti, o dei dipendenti delle aziende Ast».

Il ‘baciamano’ La Prefettura apostolica, spiega ancora la Diocesi, «ha dato (la mattina del 20 marzo) solo i 100 biglietti numerati e timbrati, per il cosiddetto baciamano. Monsignor Leonardo Sapienza – costantemente informato dal vescovo – ha confermato che in queste circostanze, c’è sempre chi ha rimostranze da fare, magari in buona fede, ma senza alcun fondamento».

Gli indigenti Per quanti «avessero manifestato difficoltà economiche a coprire la cifra richiesta, è stato chiesto alle singole parrocchie di interessarsi – dal momento che erano a conoscenza delle reali situazioni – e sono stati consegnati ben 57 pacchetti gratuiti da distribuire tramite i parroci, così pure per alcuni fedeli residenti per lavoro o altro a Roma».

Numeri e cifre Poi arrivano i dettagli economici: «I pellegrini che hanno aderito al pacchetto da 25 euro sono stati 4241, quelli  che hanno aderito al pacchetto da 20 euro (senza il pranzo), sono stati 1556; mentre gli studenti e i bambini delle parrocchie, che hanno aderito al pacchetto da 18 euro sono stati 1211. Per un totale di 7.008 presenze, a cui vanno aggiunti i circa 400 pellegrini ‘liberi’, gestiti dalle parrocchie e dall’organizzazione, oltre le autorità istituzionali». Per quanto riguarda l’aspetto puramente economico, «sono stati raccolti complessivamente 159mila 123 euro, totalmente girati all’Opera romana pellegrinaggi con due bonifici, rispettivamente di 50mila – in data 18 marzo – e 109mila 123 euro, in data 31 marzo».

Una replica a “Terni dal Papa, le polemiche sui costi per i fedeli. La Diocesi: «Ecco il resoconto economico»”

  1. io ha detto:

    Il “baciamano” ahahahah

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