martedì 20 agosto - Aggiornato alle 09:22

Terni commemora le sue vittime a 76 anni dal primo bombardamento

Celebrazioni solenni nei pressi del monumento ai caduti in via Fratti, Psi: «Il mondo sia solidale e aperto»

Correva l’anno 1943, era l’11 agosto. Alle 10.29 Terni subiva il primo bombardamento. L’amministrazione comunale, per questo 76esimo anniversario ha organizzzato una pubblica commemorazione delle vittime, i caduti della prima incursione aerea degli Alleati sulla città. Il sindaco Latini, assieme all’assessore regionale Giuseppe Chianella, il consigliere provinciale Sandro Spaccasassi e Simonetta Mignozzetti per la prefettura di Terni, ha preso parte alla solenne celebrazione con deposizione delle corone sul monumento ai caduti, tra i rappresentanti Anpi. Il primo cittadino ha sottolineato come, per Terni, sia un dovere ricordare non solo chi non c’è più, ma anche l’atteggiamento di una comunità che ha saputo ripartire, ripudiando la guerra e le sue violenze. Nella stessa giornata CasaPound ha deposto un mazzo di fiori sul monumento ai caduti di Borgo Bovio, giorni fa ripulito dai militanti dello stesso movimento in vista dell’anniversario.

FOTOGALLERY

Il Partito socialista di Terni «La follia del regime fascista, che in quegli anni portò l’Italia in guerra, produsse danni incommensurabili, provocando morte e distruzione in tutta la nazione, scatenando poi quella che si potrebbe definire una guerra civile, dopo la fine del conflitto, fra chi aveva subito le angherie del regime fascista e chi, sentendosi protetto dalla forza della prepotenza del regime e dalla protezione delle squadracce armate al servizio di Mussolini, quelle angherie le aveva compiute. «In questo giorno – dichiara il segretario Rossano Pastura – vogliamo ricordare e onorare quelle vittime che, senza colpa, subirono i bombardamenti degli alleati, nel momento più cruento della guerra. Chi oggi pensa di rivendicare queste vittime, con un insensato e improbabile revisionismo storico, vuole nascondere, con 80 anni di ritardo, tutto il male che il regime fascista ha prodotto all’Italia e agli italiani, trascinando l’Europa intera in un conflitto che produsse milioni di morti. Il mondo deve essere solidale e aperto, con regole precise e condivise, ma non possono esistere Paesi che si isolano in virtù di una rivendicata sovranità, frutto di egoismo e propaganda politica. Ci auguriamo – concludono i socialisti – che il ricordo delle 1018 vittime ternane, possa essere utile ad evitare, in futuro, tragedie del genere».

 

I commenti sono chiusi.