mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 06:45

Terni, comitato ‘No inceneritori’ diffida Comune e Provincia: «Fermate subito gli impianti»

«Diffida a Comune e Provincia per l’immediata sospensione dell’esercizio dell’inceneritore Aria, del biodigestore Greenasm e del biogas da discarica Sao-Acea». Così il comitato No inceneritori di Terni che denuncia sui tre impianti l’assenza dell’autorizzazione unica (decreto 387 del 2003), pur godendo degli incentivi pubblici per l’energia prodotta, essendo considerati alimentati da fonti rinnovabili.

Comitato No inceneritori diffida Comune e Provincia La richiesta di sospendere le attività degli impianti va di pari passo alle verifiche avviate dal comitato che, attraverso i propri legali, sta approfondendo la vicenda al fine di accertare se, «tra l’assenza di titoli autorizzativi e gli incentivi erogati da Gse, si possano configurare eventuali violazioni e ci aspettiamo – si legge in una nota – che anche gli enti competenti facciano le proprie verifiche».

Gse e Provincia di Terni Il comitato alcune settimane fa ha inviato in Regione una relazione contenente le osservazioni prodotte alla luce della richiesta di Valutazione di impatto ambientale (via) presentata da Aria srl (Acea) per bruciare i rifiuti urbani (anche da fuori regione). Tra le opposizioni messe nero su bianco anche quelle relative alla mancanza di autorizzazione unica necessaria per gli impianti, sollevando la perplessità circa la compatibilità con l’erogazione degli incentivi. «Le osservazioni – si legge – sono state inviate anche a Gse, competente sul rilascio della qualifica di impianto rinnovabili e al versamento degli incentivi, che a fine gennaio ha quindi avviato con la Provincia una serie di interlocuzioni per fare chiarezza».

«Inceneritori e impianti senza titoli» Ma nell’attesa degli sviluppi del caso, il comitato No Inceneritori ha inviato a Comune di Terni e Provincia formale diffida a concedere ulteriormente l’esercizio degli impianti e quindi, di fatto, chiedendone l’immediato stop. «L’esito scontato è appunto che non solo l’inceneritore Aria srl, ma anche il biodigestore di proprietà Asm e TerniEnergia a Nera Montoro dove finisce l’umido differenziato a Terni e parte della provincia, nonché l’impianto di biogas estratto dalla discarica di Orvieto della Sao, non hanno i titoli per ricevere gli incentivi, che rappresentano il vero affare di questi impianti e che ne giustificano gli investimenti».

Acea e quel 1,5 mln erogato da Gse E poi: «A tutto ciò si aggiunge anche la notizia uscita sul settimanale L’Espresso del 25 dicembre 2014, dove risulta che Acea nel primo semestre del 2014, secondo il bilancio consolidato, ha incassato 1,5 milioni di euro da incentivi per l’inceneritore di Terni. Tale fatto, emerge da un’interrogazione rivolta al ministero dello Sviluppo economico, fatta dall’onorevole del M5S Federica Daga, la quale sostiene, che da un accesso agli atti fatto presso il Gse, non si trova prova della richiesta di incentivi da parte di Acea, né della loro erogazione».

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