mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 02:27

Terni, centro Caritas di via Vollusiano: inaugurazione con protesta

Monsignor Vecchi in via vollusiano

di Fabio Toni

Qualcuno ne ha approfittato per sfogare la propria disperazione. Altri, più ragionevolmente, hanno spiegato le paure e i rischi di un quartiere ‘esplosivo’. Qualcuno altro è riuscito anche a strappare una sorriso in mezzo alla tensione. Toni alti, ma mai eccessivi. Monsignor Ernesto Vecchi e la gente, vis à vis. Forse non il gregge a cui l’amministratore apostolico della diocesi è abituato. Ma anche questo è il suo popolo, e lui da buon pastore ha ascoltato con attenzione, risposto, rassicurato che il nuovo centro Caritas «non darà nessun problema».

La protesta Fuori dalla nuova struttura di via Vollusiano, striscioni e cartelli bene in vista. Le voci della protesta si sono alzate più volte durante la cerimonia di inaugurazione, con qualche piccolo imbarazzo dei presenti. Poi, alla fine, monsignor Vecchi li ha voluti incontrare. È sceso in strada e ha ascoltato tutto quello che i contestatori avevano da dire. «Almeno ci ha messo la faccia – ha sussurrato uno di loro – qualcun altro non lo ha fatto». Le ragioni dei residenti sono note da tempo: «in una via di 70 metri ci sono tre luoghi di culto (Sikh, Mormoni e moschea, ndR). Ora il nuovo centro Caritas. È troppo, anche per gente mite come noi. Qui è un viavai continuo, temiamo per la sicurezza e il decoro. E le nostre case perdono valore».

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La benedizione Monsignor Ernesto Vecchi ha ringraziato Daniela Argenti: la donna che, in memoria del proprio marito, ha voluto donare gli spazi di via Vollusiano alla diocesi ternana. Poi ha letto un passo significativo del vangelo di Matteo (capitolo 5, 31-46) e ha benedetto i presenti. «Questa struttura non deve spaventarci – ha detto l’amministratore apostolico – Anche Papa Francesco ci dice che la verità è nella carità. Cristo si trasformò in amore fino a morire sulla croce. Gli striscioni di chi protesta non devono spaventarci. Pregherò per loro, ma voglio incontrarli e parlarci». Detto fatto.

«Non è un dormitorio» Durante la cerimonia inaugurale, il presidente della Caritas diocesana Claudio Daminato ha parlato di «sogno che si realizza. Questo è un centro Caritas – ha detto – che ha nell’ascolto delle persone e nella distribuzione dei beni, le sue attività principali. Sì, ci sono anche delle docce, ma non è un dormitorio e questa parola ha creato tanti equivoci». Non sarà un dormitorio, ma d’inverno – quando la temperatura scende sotto zero – la struttura potrà essere utilizzata per accogliere alcuni indigenti: «lo abbiamo fatto per anni nella parrocchia di Sant’Antonio. Lo ha fatto il comune in via dell’Arringo. Sempre senza problemi e solo per proteggere chi non ha nulla, quando fa tanto, troppo freddo». Anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha parlato di «passo avanti per la comunità sul piano dell’accoglienza. L’integrazione – ha aggiunto – è sempre un percorso complesso e tutto deve avvenire nel pieno rispetto delle leggi».

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