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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 22:14

Terni, Caritas: «Costretti a indebitarci. Il Comune deve ancora erogare i contributi del 2009»

di Fabio Toni

Chiedono cibo, vestiti, spesso una parola di conforto. Sempre più persone si rivolgono alla Caritas diocesana e all’associazione di volontariato San Martino che ne gestisce le opere segno. Numeri in forte crescita, prodotto di una crisi che avvolge una parte consistente del territorio ternano. In questo contesto, si acuiscono le tensioni fra le associazioni diocesane di volontariato e il comune di Terni. In ballo non c’è solo la realizzazione del centro di accoglienza di via Vollusiano, ma anche il pesante ritardo accumulato da palazzo Spada nell’erogazione di un contributo di 636 mila euro. «Per andare avanti siamo costretti a indebitarci», spiegano dalla Caritas.

Contributi Le attività sono state condotte grazie ai contributi provenienti dall’8 per mille, dalla fondazione Carit e dagli enti locali. Non tutti, però, hanno tenuto fede agli impegni. «C’è una forte disparità nei tempi di erogazione dei contributi pubblici – osserva Francesco Venturini, presidente della San Martino – Alcuni, come la regione Umbria e il comune di Narni, hanno versato le quote nel giro di due, tre mesi al massimo. Il comune di Terni, invece, deve ancora erogare i contributi risalenti al 2009. Quello che più ci infastidisce è che l’ente ha già incassato da tempo i fondi del ministero dell’Interno, 544.759 euro relativi al progetto Rifugiati Terni. Soldi per noi essenziali, ma che sono stati utilizzati per altri scopi rispetto a quelli previsti. Intanto le attività vanno avanti grazie agli anticipi che le banche ci concedono».

Via Vollusiano  Ma non è tutto. La spaccatura fra Caritas e palazzo Spada, in particolare il consiglio comunale, appare in tutta la sua evidenza quando si parla della struttura di accoglienza che l’associazione diocesana vorrebbe edificare in una palazzina di via Vollusiano, utilizzando gli spazi donati da una generosa signora. Nelle scorse settimane alcuni residenti della zona hanno espresso la propria contrarietà attraverso una raccolta di firme, motivata dalla presenza di tre diversi luoghi di culto in quella che è una strada breve e angusta. Una posizione accolta in toto dal consiglio comunale di Terni che si è espresso con un apposito atto di indirizzo. Nonostante ciò, la vicenda sembra più che mai aperta. «Ci sarebbe piaciuto dare un tetto alle persone che ancora oggi sono costrette a dormire sulle panchine della stazione ferroviaria – spiega monsignor Francesco De Santis, provicario della diocesi – Forse abbiamo sbagliato a parlare di ‘dormitorio’, visto che la struttura è destinata svolgere diverse funzioni, oltre a fornire circa dieci posti letto, in particolare durante l’inverno». Nonostante gli ostacoli, la diocesi ternana appare decisa nel perseguire il progetto del nuovo centro di accoglienza ‘Sant’Antonio’. «Ci spiace che la questione sia diventata un problema politico, con la scusa dell’ordine pubblico. La struttura rappresenta solo un servizio in più per la città e respingiano con forza l’ipotesi di una permuta». Proprio dal comune sarebbe partita la proposta di ‘scambiare’ gli spazi di via Vollusiano con un edificio situato in un’altra zona. «La permuta non è accettabile, per rispetto della volontà della donatrice e perché pensiamo che quegli spazi, vicini alla stazione ferroviaria e degli autobus, rappresentino la soluzione ideale per dare aiuto alle persone bisognose». I rappresentanti di Caritas e San Martino si dicono «pronti a chiedere al comune le motivazoni tecniche di un eventuale ‘no’. Al tempo stesso – aggiungono – siamo in contatto con la regione per dare finalmente una regolamentazione urbanistica ai luoghi di accoglienza come mense e centri di ascolto».

Boom di richieste d’aiuto  Nel 2012 ben 4.900 persone si sono rivolte alla Caritas diocesana e all’associazione San Martino, 1.360 in più rispetto all’anno precedente (+27,76%). Di questi, 1.132 sono di nazionalità italiana (+33,33% rispetto al 2011) e 3.785 stranieri (+26,39%). I servizi offerti sono stati molteplici: 35.000 pasti (5.800 in più rispetto al 2011), 6.000 pacchi alimentari (+33%), 8.945 capi di vestiario (+25%), 943 prodotti per l’igiene personale (+20%), 447 colloqui e 312 persone che hanno usufruito del servizio doccia. Caritas e San Martino hanno pagato 226 utenze domestiche a 155 persone, contro le 84 dell’anno precedente. Sono stati erogati 118 contributi al reddito (46 nel 2011), 20 persone hanno usufruito del contributo affitto, 26 hanno ricevuto borse lavoro. Un volume di attività sostenuto dall’impegno di 100 volontari e 50 operatori sociali. «Una mano importante è venuta proprio dai più giovani e questo ci lascia ben sperare per il futuro – sottolinea Claudio Daminato – i numeri in crescita sull’intero territorio diocesano, hanno imposto responsabilità e impegni maggiori da parte dei volontari. A loro va il nostro grazie».

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