martedì 16 luglio - Aggiornato alle 10:54

Terni, cani e gatti abbandonati: il numero cresce. Per la bella stagione e per i costi di gestione

di F.T.

Adottare un animale? Un gesto d’amore, oltre qualsiasi diatriba arida e stucchevole. ‘Esseri senzienti’ li definisce la legge, capaci di avere sensazioni: ma basta un po’ di familiarità, guardarli e provare a interagire con loro per capire che i sentimenti non sono solo ‘roba nostra’. Così capita di andare al canile e di trovarsi di fronte musi stanchi, vispi, che ne hanno viste di tutti i colori o che conoscono a malapena la propria gabbia. Non sono persone e non devono diventarlo per qualche vizio nella testa dei padroni. Forse siamo noi – specie, così si dice, ‘evoluta’ – che dobbiamo solo sforzarci un po’ di capirli.

I costi Al canile di Monte Argento il ‘traffico’ è quello di tutti i giorni: pasti, passeggiate, medicine per chi ne ha bisogno. Tanto lavoro, tutto l’anno. «Gli abbandoni di cani e gatti non sono solo estivi – racconta la responsabile della struttura, Stefania Sebastiani -. D’inverno la musica è più o meno la stessa. Con la bella stagione aumentano le nascite e quindi le cucciolate lasciate in giro, a volte dentro il classico scatolone, da chi magari non ha sterilizzato la propria bestiola e si ritrova la ‘sorpresa’». Ecco, il controllo delle nascite come strumento per ridurre abbandoni, costi e sofferenze. Sterilizzare una cagna costa, tariffari alla mano, fra i 200 e i 250 euro. Di questi tempi c’è chi non se la sente di spenderli, anche se – viene da dire – rientrerebbe fra le responsabilità di un padrone. «E permetterebbe anche di ridurre i costi per la comunità – aggiunge Stefania Sebastiani -, perché poi si devono mantenere meno randagi. Per questo gli enti pubblici dovrebbero promuovere un’azione di sostegno, magari in base al reddito, per chi decide di sterilizzare il proprio animale domestico». Al canile di Monte Argento, attraverso una convenzione con l’Asl, tutto ciò si fa già, ma riguarda ovviamente solo gli animali della struttura, al momento circa 350 cani e 160 gatti.

Capitolo adozioni L’iter prevede che il randagio venga affidato per due mesi al canile sanitario e poi, se nessuno lo ‘reclama’, passa al canile vero e proprio. A Monte Argento le cose vanno piuttosto bene: «i nostri cani trovano un padrone nel giro di poco tempo, al massimo un anno. E si tratta quasi sempre di persone della zona». Molto del lavoro ruota attorno al cosiddetto ‘educatore cinofilo’, una sorta di garante dell’adozione: «da un paio d’anni ricorriamo in maniera sistematica a questa figura, il cui compito è quello di istruire i futuri padroni sui comportamenti da tenere, oltre ad esprimere un giudizio sull’adozione in sé. Da quando ci affidiamo all’educatore – dice Stefania Sebastiani nessun cane è stato riportato indietro dai nuovi padroni. Questo perché hanno potuto prendere coscienza prima di cosa significhi tenere una bestiola». Anche questo è un segno dell’esperienza accumulata dai volontari di Monte Argento, attivi da ben 30 anni: «ma è la società nel suo complesso ad aver fatto passi avanti nel rapporto con gli animali», precisa la responsabile.

Le storie Trovare un padrone per un cane in là con gli anni non è mai facile. Si preferisce l’animale giovane, c’è da capirlo. «Ma l’adozione del cane ‘anziano’ è un’adozione del cuore – spiega la responsabile -. L’animale ha il suo vissuto, a volte fatto di abbandoni e sofferenze. E chi lo prende con sé, spesso vuole fargli vivere al meglio gli ultimi anni». Come quel medico che si è preso due cani non più giovani, dopo averli visti in una foto sul giornale: «anche questo succede, quegli occhi trasmettono molto più di quanto si pensi». La crisi, tuttavia, si fa sentire: dentro e fuori il canile. «Ogni giorno tocchiamo con mano le difficoltà. Nostre e della gente. Rispetto a qualche anno fa, si presentano anche persone che chiedono di poter lasciare il proprio cane perché non riescono a fare fronte alle spese. Al di là di tutto, può capitare. Noi cerchiamo di trovare un’altra sistemazione e a volte ci riusciamo». L’invito, alla fine, è quello di sempre: «veniteci a trovare. Ci sono gatti e cani che non aspettano altri di trovare una casa e un po’ di affetto».

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