venerdì 22 novembre - Aggiornato alle 04:09

Terni, bilancio ok per la Fondazione Carit: patrimonio da 200 milioni. «Ora anfiteatro e fontana»

Il presidente Carlini tira le somme del 2017 e fa il punto sui due progetti per la città: «Ecco le nostre idee»

Al centro il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini

di Massimo Colonna

Duecento milioni di patrimonio fanno della Fondazione Carit una realtà «medio-grande del panorama nazionale. E nel caso degli ipotetici accorpamenti di cui si parla in questi giorni, noi saremo di sicuro un partner forte». Il presidente dell’ente di Palazzo Montani Leone, Luigi Carlini, fa il punto sul presente e sul prossimo futuro della Fondazione partendo dai numeri del bilancio. Ma non solo: perché sul tavolo ci scappano anche i progetti per l’anfiteatro e per la fontana di piazza Tacito.

I numeri L’esercizio 2017 si chiude dunque con un avanzo di gestione di quasi 12 milioni. La Fondazione inoltre vede salire il proprio patrimonio da 196 ad oltre 200 milioni. «Il lusinghiero risultato – ha spiegato Carlini durante la conferenza stampa di presentazione – permetterà di poter distribuire nel 2018 a favore del territorio, al netto degli accantonamenti di legge effettuati nella misura massima, 7 milioni, contro i quasi 5 milioni dello scorso esercizio. Elevato anche il fondo di stabilizzazione, che si attesta a oltre 6 milioni». Il bilancio è stato approvato nel pomeriggio del 27 aprile dal Comitato di Indirizzo, dopo aver ricevuto il parere favorevole dell’assemblea dei soci.

L’anfiteatro Al di là dei numeri Carlini ha poi specificato a che punto siano i progetti che riguardano l’anfiteatro Fausto e la fontana di piazza Tacito. «Per l’anfiteatro c’è una interlocuzione continua con la sovrintendenza dei beni culturali: il nostro progetto vale due milioni di euro e prevede la copertura della parte interna dell’anfiteatro, con delle paratie esterne muovibili, per 800 posti al chiuso e 1200 con l’apertura delle paratie. L’opera tra l’altro sarebbe realizzabile in pochi mesi. Vediamo se riusciamo a portare a termine il percorso». L’anfiteatro appartiene al Comune e alla diocesi, i quali avrebbero già dato un primo parere favorevole all’opera che di certo rappresenterebbe uno snodo importante per le attività culturali del centro di Terni.

La Fontana Il presidente della Fondazione in questi giorni ha anche avuto l’occasione di parlare con il commissario straordinario del Comune Antonino Cufalo. L’Intenzione di Carlini è quella di accelerare e non aspettare l’insediamento della nuova giunta per far ripartire il discorso del restauro della fontana. «Il progetto che prevede il distacco, il restauro e la musealizzazione del mosaico del Cagli – ha svelato Carlini – può essere portato avanti anche con la presenza del commissario. Nei prossimi giorni avremo un nuovo confronto e anche in questo caso la nostra volontà è quella di chiudere il prima possibile».

Ipotesi accorpamento A livello nazionale intanto si ipotizza un percorso che porta all’accorpamento o alla fusione di alcune delle 88 fondazioni bancarie presenti in Italia. «A breve l’Acri (l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, ndr) stilerà un nuovo rapporto con le varie situazioni finanziarie dei diversi enti. Quello che possiamo dire è che nel caso in cui si andrà verso gli accorpamenti, la nostra Fondazione rappresenterà un partner forte per qualsiasi tipo di accordo».

@tulhaidetto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.