mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:31

Terni, aviosuperficie: il ‘giallo’ delle dimissioni. Candidato accusa: «Sbarzella è ancora in carica»

L'aviosuperficie di Terni

di Marco Torricelli

Una festa. Quella che sta prendendo forma e che si svolgerà all’aviosuperficie ‘Alvaro Leonardi’ di Terni, dal 31 maggio al 2 giugno, si prospetta davvero come un evento in grande stile. Ma, come sembra essere obbligatorio, c’è la coda velenosa.

L’evento In programma c’è il primo ‘raduno del gruppo piloti di Facebook’, che, spiega Villiam Peruzzi, un istruttore di volo, «annovera circa 12mila iscritti, molti dei quali parteciperanno all’evento, al quale sto lavorando insieme alla pilota Sara Garofano ed ai soci dell’Aeroclub Terni». Le previsioni parlano di «circa 400 aerei e mille persone, con arrivi anche dalla Germania e da Malta, per una grande festa che durerà tre giorni».

Le motivazioni Saranno, dice Peruzzi, «tre giornate intense, dedicate al conseguimento di due obiettivi: la saldatura dell’amicizia tra centinaia di persone che hanno in comune la passione per il volo, e la valorizzazione dell’aviosuperficie di Terni, considerata tra le più belle strutture d’Italia grazie alla sua pista in asfalto di 800 metri e ai servizi a essa collegati: stazione carburanti con tre diverse possibilità di rifornimento; servizio antincendio e servizio informazioni radio, centro paracadutistico». Ma anche «la promozione turistica del territorio, prevedendo eventi tesi a favorire la conoscenza delle peculiarità del ternano: dalla cascata delle Marmore, al lago di Piediluco passando per Carsulae e i borghi medievali del circondario».

Le convenzioni Gli organizzatori hanno stipulato «convenzioni con alberghi e ristoranti cittadini a prezzi molto vantaggiosi, ma allo stesso tempo hanno allestito una ‘base’ ricettivo-operativa anche all’interno della stessa aviosuperficie, in collaborazione con quegli operatori locali che hanno voluto cogliere al volo questa occasione per far degustare le proprie specialità». Insomma, una festa. Che però sta provocando polemiche, anche aspre, relative alla gestione dell’aviosuperficie e, in particolare, alle dimissioni del presidente di Atc Servizi che la gestisce, Sergio Sbarzella. E siccome viene chiamato in causa anche Umbria24, è doveroso capire meglio.

L’attacco Andrea Fabbri, collega e candidato al consiglio comunale di Terni, infatti, ricorda che «Il 24 gennaio, Sergio Sbarzella, già consigliere comunale dei Ds e oggi membro dell’assemblea comunale del Partito democratico, intervistato dal quotidiano online Umbria24 affermava di essersi dimesso dalla carica di Presidente di Atc Servizi». La notizia, dice ancora Fabbri, «veniva confermata dal sindaco Leopoldo Di Girolamo (Pd) sempre ai colleghi di Umbria24, ma oggi, tre mesi dopo, è giusto che i cittadini e anche i piloti e tutti i frequentatori dell’aviosuperficie di Terni sappiano con chiarezza se rispetto a quelle dichiarazioni di gennaio è cambiato qualcosa».

Le visure Secondo il collega-candidato, infatti, «visure camerali confermano a oggi che Sergio Sbarzella è ancora presidente di Atc Servizi Spa e amministratore unico di Atc Parcheggi Srl. Piloti soci dell’Aeroclub riferiscono, con non poca preoccupazione, che i contratti per l’affitto dei nuovi hangar sono stati sottoscritti con firma autografa dallo stesso Sbarzella in qualità di presidente di Atc Servizi Spa. E sempre stando alle notizie apprese in aviosuperficie, il presidente di Atc Servizi (ex?) continua ad esercitare una certa influenza sulle attività da svolgere nella struttura pubblica».

L’AVIOSUPERFICIE: LE FOTO

Le domande E siccome si ritiene «giusto chiarire bene e in maniera inequivoca, se il professor Sbarzella abbia riassunto o meno l’incarico di presidente di Atc Servizi Spa e, in questo caso, come ha organizzato il suo ruolo di docenza presso l’Itis. Oppure se un presidente dimissionario ‘congelato’ dal sindaco può comunque continuare a fare il presidente con le prerogative che la legge assegna a tale carica e allo stesso tempo insegnare full-time»; sono andato a chiederlo al diretto interessato.

Sbarzella Lo intercetto proprio mentre fa l’insegnante e riceve i genitori degli studenti: «Sinceramente non capisco dove stia il problema – esordisce Sergio Sbarzella – perché si tratta di una cosa piuttosto banale. Io ho rassegnato le dimissioni, come prevede la legge, ma l’assemblea che si è svolta a febbraio non ha nominato un sostituto. Il Cda, attualmente guidato della vice presidente in carica, l’avvocato Simona Bozza, delibera senza la mia partecipazione, mentre io conservo, sempre secondo la legge, i pieni poteri amministrativi e di firma».

La polemica La cosa, però, sembra non piacere: «Anche in questo caso non capisco – dice Sbarzella – dove si vuol andare a parare. Io non percepisco alcun tipo di compenso, mentre i membri del Cda ricevono un gettone di presenza circa 120 euro. Grazie anche al nostro lavoro l’aviosuperficie, come dicono gli stessi organizzatori della manifestazione di fine maggio, è diventata tra le più belle d’Italia, ma ci si concentra su un dettaglio di assolutamente scarso valore: il regime di prorogatio del mio mandato, peraltro assolutamente legale e che non mette in alcun modo in discussione gli atti che, in questo periodo, sono stati da me firmati».

I soldi Ma è vero che agli organizzatori sono stati chiesti dei soldi, per l’avioraduno? «Certo che sì – dice Sbarzella – ma questo conferma che ci troviamo di fronte ad una polemica sbagliata. Atc Servizi ha preannunciato agli organizzatori che non chiederà il pagamento delle somme previste per l’uso degli spazi e dei servizi esistenti, ma che dovendo prevedere una serie di servizi aggiuntivi, compresa la vigilanza notturna e l’incremento di quelli che si svolgono normalmente, visto il tipo di manifestazione; peraltro mi permetto di segnalare che l’aviosuperficie non è in grado di ospitare, contemporaneamente, più di una novantina di aerei; avevamo previsto da parte loro un contributo di circa duemila euro».

 

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