martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:45

Terni, all’ospedale nuovo acceleratore lineare per la radioterapria oncologica

L'ospedale di Terni

Nuovo investimento nel settore della radioterapia oncologica nell’ospedale di Terni: nei giorni scorsi infatti è stata aggiudicata la gara per l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare e la costruzione del bunker che lo ospiterà. La realizzazione dei lavori edili ed impiantistici e la fornitura dell’attrezzatura comportano una spesa complessiva di circa 2,5 milioni di euro. «Si tratta di un investimento – spiega in un comunicato il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Andrea Casciari – che non poteva più essere rimandato in considerazione sia della qualità sia della quantità delle prestazioni. Basta considerare che nel 2013 sono stati trattati presso la struttura complessa di radioterapia oncologica 1.115 malati, di cui il 23% provenienti da altre regioni e il 10% da Perugia e provincia. I trattamenti sono stati effettuati con i due acceleratori lineari in dotazione: il più recente è in funzione da circa cinque anni, l’altro è in attività da ben 19 anni. La nuova macchina, di ultima generazione, consentirà di migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni oncologiche di radioterapia».

Un anno per i lavori I lavori di costruzione del nuovo bunker e di installazione della macchina dureranno almeno 10-12 mesi. Nel corso degli stessi – è detto nella nota – ai malati oncologici sarà garantita continuità assistenziale. «Con il nuovo acceleratore lineare – ha spiegato il direttore di radioterapia oncologica, Ernesto Maranzano – oltre ad effettuare tutte le tecniche già in uso nella struttura (radioterapia conformazionale, ad intensità modulare di dose e stereotassica corporea e cerebrale, compresa la radiochirurgia) si potranno controllare tutti i trattamenti con una Tac dedicata ed installata direttamente sul corpo dell’acceleratore stesso. Questo significa aumentare ulteriormente la qualità dei trattamenti erogati potendo controllare in tempo reale la correttezza di quanto si sta facendo in ogni seduta di radioterapia. Stiamo parlando di radioterapia guidata dalle immagini o, se si preferisce, di radioterapia che tiene conto anche della quarta dimensione, vale a dire il tempo. Per intenderci si potrà aggiustare il tiro qualora il malato dovesse avere movimenti indesiderati, ovvero mirare meglio il tumore localizzato nell’ambito di organi fisiologicamente in movimento».

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