mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 03:57

Terni, al via i lavori per la passerella della stazione: «Opera consegnata a giugno 2015»

Un rendering del 'Tripod', la passerella

di Francesca Mancosu

Fra i ‘doni’ (o gatte da pelare?) che la giunta comunale uscente lascerà a quella che nascerà dal ballottaggio di domenica prossima, c’è anche lei: la passerella della stazione ferroviaria. Attesa, contestata, ma che, come assicurano dalla direzione Urbanistica «sarà pronta, come promesso entro giugno 2015».

Giovedì la delibera di giunta Il tempo scorre, e 12 mesi non sono poi tanti per completare la passerella progettata dallo studio londinese McDowell+Benedetti Architects – lunga 200 metri – e il vicino parcheggio di via Proietti Divi, pena la perdita dei 4 milioni e 300mila euro di finanziamento, l’80% quali beneficerà di fondi comunitari. Per accelerare le pratiche e aprire finamente i cantieri, giovedì mattina la giunta approverà lo schema di convenzione che regolamenta i rapporti fra il Comune di Terni e Rete ferroviaria italiana/Centostazioni. «Si tratta di un atto fondamentale – ricorda il quasi ex assessore all’Urbanistica Marco Malatesta – che interviene su una questione molto delicata: di fatto, noi andremo a bucare il tetto della stazione, e faremo uscire la passerella dal solaio; in parallelo, loro dovranno occuparsi del restyling della struttura».

E la manutenzione? La stessa delibera, prosegue Malatesta «regolerà anche la manutenzione della passerella, che necessita di una cura adeguata e costante. Inoltre, viene fissato un canone annuo simbolico – pari a 1000 euro – che il Comune, per 9 anni rinnovabili, dovrà pagare per l’occupazione dell’area della stazione in cui saranno posati i piloni. Area che non è di pertinenza comunale, ma è proprietà della Rfi».

«Attendiamo il parere della Provincia» A fornire ulteriori dettagli sull’ormai prossimo avvio dei cantieri è l’architetto Roberto Meloni, della direzione Urbanistica. «Abbiamo consegnato il progetto esecutivo (firmato dallo studio tecnico Peroni di Roma, ndR)  il 29 aprile e lo abbiamo consegnato all’ufficio di vigilanza della Provincia, che entro fine luglio dovrà dare pronunciarsi in merito e sancire l’apertura formale dei cantieri. Senza il loro placet, la ditta – il Consorzio Stabile Research e l’impresa Pietro Ferone (che nella delibera comunale di assegnazione figurano rispettivamente come mandataria e mandante, ndR) – può predisporre i lavori, ma non può iniziarli. Nel frattempo, il 9 giugno si chiuderà anche la relativa conferenza dei servizi (che dovrebbe velocizzare l’acquisizione, da parte della pubblica amministrazione, delle autorizzazioni necessarie, ndR), che sta verificando il progetto, indubbiamente molto complesso e bisognoso di tempistiche lunghe».

Il restyling della stazione Le attività del cantiere, assicura ancora Meloni, «partiranno in parallello ai lavori di restyling della stazione condotto da Rfi, che in alcuni momenti si sovrapporrà al nostro. Loro, naturalmente, hanno i loro tempi, ma le operazioni sono strettamente collegate. Sono state già liberate le aree dove verranno posati i punti di appoggio della passerella, che per la parte in acciaio verrà lavorata fuori opera, in officina, al fine di ottimizzare i tempi di realizzazione».

La mostra dei progetti L’ultima domanda riguarda la promessa esposizione dei progetti partecipanti al concorso internazionale vinto dalla McDowell+Benedetti Architects, al centro delle polemiche dopo la scoperta che nella giuria e nello studio londinese figuravano due architetti che di cognome fanno entrambi Desideri: Paolo, professore all’università di Roma Tre e progettista della stazione Tiburtina, e Federico, suo figlio, che compariva nello staff ‘past and present’ pubblicato sul sito dello studio suddetto. «La faremo, una volta partito il cantiere», conclude Meloni.

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