mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 03:13

Terni, 30 associazioni contro il Comune: «Recupero del Verdi? ‘Un teatrino’»

Fuori dal cassetto le 2 mila firme raccolte da TernIdeale: «Non allontaniamo la cultura, no all’intervento di Palazzo Spada»

di M. R.

Cambiano i governi della città e ciclicamente torna ad accendersi il dibattito sul recupero del teatro Verdi, chiuso ormai da nove anni. L’ultimo progetto, non ancora reso noto dall’amministrazione comunale, sarebbe stato visionato «sottobanco», da alcuni studiosi, architetti, appassionati d’arte e di cultura locale. Ne è seguito un tam-tam, buono a riaccendere le polemiche sull’immobile di Corso Vecchio: il numero di associazioni, che vogliono vederci chiaro e poter dire la loro all’esecutivo ternano, sarebbe in crescita; intanto sono già 30 quelle che hanno cominciato a riunirsi per stabilire una strategia d’azione «tesa a scongiurare che il Comune faccia di quell’antico gioiello ‘un teatrino della vergogna’».

Gianluca Petrucci

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Meno di mille posti Secondo informazioni in nostro possesso – racconta l’architetto Paolo Leonelli – l’amministrazione vorrebbe addirittura ridurre la capienza attuale del teatro, sino a rendere il Verdi una mezza immondizia. Mille è il numero di posti minimo a cui puntare. Migliaia di cittadini sono pronti a dare battaglia al Comune su questo, ripartiamo dalle firme raccolte da TernIdeale. Non possiamo rischiare che la Soprintendenza approvi il progetto elaborato dal Comune, dobbiamo fermare Palazzo Spada». Leonelli racconta di aver visionato i piani dell’esecutivo Latini in gran segreto: «Previsti la messa in sicurezza dell’edificio e il rifacimento dei camerini, non piano in più, non un palcoscenico più grande bensì un gradinata rialzata che ricongiunge la zona dell’orchestra alla galleria. Vanno persi 200 posti ma la capienza fondamentale se si vuole offrire teatro di qualità».

Recupero teatro Verdi «Un vero peccato – si rammarica il flautista prof Gianluca Petrucci del Conservatorio Santa Cecilia di Roma – che i nostri giovani non abbiano il piacere di conoscere la vera Commedia. La tv è ormai così lontana dal teatro e non avere una proposta significativa sul territorio di certo non incentiva l’interesse a questo mondo. A fare la domanda, lo sappiamo, è proprio l’offerta. Perché ad esempio non si vuole consentire la valorizzazione dei talenti formati all’istituto Briccialdi?». Amante dell’arte e del Teatro, tra i sosteniori di questa battaglia per il recupero del Verdi in un certo modo, anche il dottor Valter Cassutti che, studioso della storia locale e non solo racconta: «A Terni rappresentate in passato anche opere francesi e spagnole; lirica, prosa, operette, il tutto replicato per decine di volte al fine di rispondere alle richieste del pubblico. Perché non dare alla città la possibilità di recuperare tanto prestigio?».

Valter Cassutti

Associazioni Le soluzioni, secondo l’architetto Leonelli e gli altri, fra questi anche il noto cardiologo Marcello Coronelli, l’ideale sarebbe recuperare il teatro alla Poletti «come – sottolineano – fatto in altre città d’Italia» o al più in modo alternativo ma rivolgendosi ad un pool di esperti del settore teatrale, musicale e della danza. Tra i presenti all’incontro di venerdì mattina nella sede dell’associazione La Pagina, il primo per cercare una strategia d’azione, presente anche Stefania Parisi dell’Istess, la quale ha riferito di aver avuto già un’interlocuzione informale con l’assessore ai Lavori pubblici Enrico Melasecche. Lanciato l’allarme attraverso i mezzi di informazione, il passo successivo delle associazioni coinvolte sarà probabilmente proprio quello di fissare un incontro con l’amministrazione affinché ci si possa confrontare sul progetto reale.

@martarosati28

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