martedì 4 agosto - Aggiornato alle 01:33

Terapie intensive e lavori nei pronto soccorso: il piano per gli ospedali da 25 milioni

Il documento per il potenziamento della rete ospedaliera è stato approvato martedì: i lavori in tutte le strutture

La terapia intensiva di Perugia (foto ©U24)

di Daniele Bovi

Rendere strutturale la risposta emergenziale attraverso un piano da 25 milioni di euro, dei quali 24,2 erogati dal governo. È essenzialmente questo il cuore del Piano di potenziamento della rete ospedaliera approvato martedì dal consiglio regionale con i 12 sì della maggioranza e gli 8 no delle opposizioni. L’atto è costruito sulla base del decreto Rilancio e delle linee guida ministeriali sul potenziamento degli ospedali e prevede 10,3 milioni per l’incremento di posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva degli ospedali di Perugia, Terni, Città di Castello, Branca, Foligno, Orvieto e Spoleto; 15,4 milioni sono destinati all’ammodernamento e alla ristrutturazione dei pronto soccorso dei sette nosocomi e altri 200 mila euro per l’emergenza territoriale e, in particolare, per l’acquisto di due ambulanze da destinare agli ospedali di Perugia e Terni.

LA MAPPA DEI LAVORI

Modello valido La giunta nell’approvare il documento a proposito del sistema costruito per affrontare l’emergenza parla di «un modello valido da mantenere e da stabilizzare, proprio per essere pronti a qualsiasi mutamento dell’andamento della pandemia stessa o ad altre emergenze che si potrebbero nel tempo verificare». Gli obbiettivi sono due: ripristino graduale delle attività ordinarie, potenziamento dei posti letto necessari e «organizzazione dei percorsi per strutturare la risposta adeguata all’epidemia». Nel complesso sulla base del lavoro già fatto nei mesi scorsi si parla di un incremento di 58 posti di terapia intensiva, che porta il totale a 127: 12 in più a Peruga, 20 a terni, 10 a Castello, 8 a Branca, 5 a Foligno, 2 a Spoleto e uno a Orvieto; 62, invece, sono i posti letto per la terapia semintensiva da riconvertire.

IL MONDO DELLA SANITÀ IN PIAZZA

Il piano Quanto ai 15 milioni di lavori nei pronto soccorso (il dettaglio per ogni singola struttura è consultabile attraverso la nostra mappa) si va dalle aree pre triage distinte a quelle di attesa dedicate Covid-19, percorsi specifici, diagnostica radiologica dedicata e, per quanto riguarda Perugia, quasi mezzo milione servirà per il prefabbricato che accoglierà, durante i lavori, la sede della centrale operativa del 118. Quanto alle due autoambulanze, si tratta di mezzi «dedicati o dedicabili ai trasferimenti secondari tra strutture Covid-19, alle dimissioni protette, ai trasporti inter-ospedalieri no Covid-19». Del piano fa parte anche l’ospedale da campo finanziato coi 3 milioni di Banca d’Italia e finito al centro di un’inchiesta della Corte dei conti; la struttura avrebbe dovuto vedere la luce entro il 30 giugno a Bastia Umbra, all’Umbriafiere, ma complici gli sviluppi delle ultime settimane bisognerà aspettare ancora un po’.

La seduta Nel suo intervento in aula l’assessore alla Sanità Luca Coletto ha parlato di un «piano necessario all’Umbria». Il relatore di minoranza, il dem Tommaso Bori, oltre a sottolineare la mancata partecipazione sul piano ha posto l’accento sui pericoli di una nuova ondata in arrivo durante l’autunno, e quindi sulla necessità di seguire una strategia basata su test, tracciamento e trattamento. Molto dibattuta la questione dell’ospedale da campo: per le opposizioni si tratta di una scelta contraddittoria e non rispondente alle necessità della regione, mentre per Coletto «è una opportunità per eventuali future pandemie o catastrofi». In aula è stato poi approvato un ordine del giorno unitario sull’ospedale di Pantalla, destinato interamente ai pazienti Covid durante l’emergenza e per questo al centro di dure discussioni: il documento impegna la giunta a «proseguire il confronto con il governo tramite l’azione già iniziata e intrapresa sostenendo il potenziamento del presidio ospedaliero».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.