venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 20:24

Taglio da 2,7 milioni di km ai trasporti, sindacati in stato di agitazione: «Pesanti ricadute per tutti»

Potrebbero scattare già dal primo luglio. I rappresentanti dei lavoratori: «Vanno scongiurati, enti trovino immediata soluzione»

Un autobus (foto ©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Sindacati sul piede di guerra dopo la possibilità che scatti fin dal primo luglio il taglio da 2,7 milioni di km al trasporto pubblico umbro. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisa hanno dichiarato sabato lo stato di agitazione immediato, «con riserva di adottare tutte le misure atte a tutela dei cittadini e dell’occupazione». La sforbiciata, equivalente al 10% dei km percorsi, è messa nero su bianco in una delibera della giunta regionale in cui si prende atto di una situazione semplice: i costi del trasporto pubblico nella regione sono troppo alti rispetto alle risorse messe a disposizione dal fondo nazionale. Da un lato dunque c’è la possibilità del pesante taglio, ma non solo.

La vicenda Come emerso nella relazione del Servizio infrastrutture della Regione, mancano all’appello 21 milioni di euro relativi all’Iva non versata dai Comuni alle aziende del Tpl; imposta che i sindaci, a causa della riduzione dei trasferimenti statali, non riescono più a pagare. Senza dimenticare che per il 2019 alle imprese del settore che operano nella regione servirebbero altri 13 milioni che, per ora, non ci sono; in più c’è la possibilità che scatti la clausola di salvaguardia contenuta nella Finanziaria 2019, che comporterebbe un’ulteriore riduzione da sei milioni del Fondo regionale. Per il 20 giugno è previsto un incontro tra le parti nella sede dell’assessorato regionale ai Trasporti ma nel frattempo i sindacati alzano la voce.

I sindacati Oltre a dichiarare lo stato di agitazione, lunedì i rappresentanti dei lavoratori terranno una conferenza stampa nella sede del sindacato. «Si evidenzia – spiegano – una mancata copertura finanziaria già dal 2012 da parte del Fondo nazionale dei trasporti, per cui la Regione Umbria era chiamata a intervenire con risorse di bilancio aggiuntive di anno in anno, anziché inserirle strutturalmente nel bilancio regionale come attuato in altre regioni, la quale ha comportato per l’anno in corso la mancata possibilità di reperimento di risorse aggiuntive come per gli anni passati». I sindacati sostengono che alcune aziende «sono a rischio sopravvivenza» e che le conseguenze del taglio «saranno gravissime, con il rischio di isolamento di parti del territorio regionale, oltre a quella occupazionale che si ripercuoterebbe sugli operatori, con un taglio al momento di circa 190 turni lavoro, che coinvolgerebbe tutto l’indotto».

Scongiurare i tagli In questo quadro la trasformazione, di cui si parla da anni, di ciò che rimane di Umbria mobilità in Agenzia unica del trasporto permetterebbe il recupero di non più di due o tre milioni di Iva. «Preso atto – concludono i sindacati – della possibile drammatica situazione che si sta creando, si esortano tutti gli enti locali e regionali a dare immediata soluzione facendo fronte con le risorse necessarie, finalizzate a scongiurare i tagli programmati e le relative ricadute».

Twitter @DanieleBovi

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