martedì 17 settembre - Aggiornato alle 22:13

Tagli, da Perugia a Gubbio ecco le linee più colpite. Regione: «Non si poteva fare altrimenti»

Comuni e Province stanno scrivendo le delibere, Chianella: «A settembre meno conseguenze». Assisi vuole riprendere in mano il servizio. Gubbio: «Sarà protesta»

Un autobus di Busitalia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

«Non si poteva fare altrimenti per arrivare a diminuire il disavanzo e sostenere la tenuta del sistema». Le parole sono dell’assessore ai Trasporti Giuseppe Chianella che giovedì è intervenuto sui tagli da 1,350 milioni di km che scatteranno a partire da domenica. Con i Comuni sul piede di guerra contro la Regione Chianella spiega che «la maggior parte dei sindaci e le due Province hanno aderito al Piano di riduzione», mentre i restanti «lo stanno facendo in queste ore». I sindaci ovviamente in questa vicenda sono i più esposti nei confronti dei cittadini che, fino al 10 settembre, dovranno subire il taglio che colpirà in particolare (900 mila km in meno) le corse extraurbane. Venerdì a mezzogiorno ci sarà una conferenza stampa in Anci alla quale parteciperanno anche Andrea Romizi e Leonardo Latini, sindaci di Perugia e Terni, mentre subito dopo si riunirà la giunta del capoluogo umbro per approvare la delibera.

COMUNI SUL PIEDE DI GUERRA

Le conseguenze Giovedì c’è stato un incontro tra l’amministrazione di Palazzo dei Priori e Busitalia per arrivare a una possibile soluzione. La rimodulazione (120 mila i km in meno per le corse urbane) cercherà di salvaguardare le direttrici più importanti e riguarderà le fasce di ‘morbida’, cioè quelle tra le 9 e le 12 e tra le 15 e le 18, ma in alcuni casi (vedi le extraurbane) rimodulare significherà di fatto azzerare. Le linee che soffriranno di più sono quelle che da Perugia viaggiano verso Sud (ad esempio verso Bagnaia, Fontignano, Mugnano e Marscianese) e verso Nord, ad esempio verso Fratticiola, Resina e Ponte Pattoli. I tagli ovviamente avrà un impatto anche sui turni lavoro: stano ai calcoli fatti nelle scorse ore si parla di una sessantina di turni lavoro per il bacino 1, 27 per il bacino 2 e una quarantina per il terzo.

Le cause La preoccupazione di molti, al di là della quantità di risorse che saranno a disposizione per la gara unica nel 2020, riguarda ora settembre: se non sarà possibile evitare l’altra sforbiciata da 1,3 milioni di km quali conseguenze ci saranno sulle corse scolastiche? Chianella dalla sua assicura che «questa riduzione sarà molto meno stringente a partire dal 10 settembre», e che l’azienda per quanto riguarda questa fase «utilizzerà tutte le diverse modalità per informare i cittadini sulla nuova programmazione». Nel comunicato diffuso giovedì l’assessore ricostruisce anche i motivi che hanno portato a questa situazione, in primis una riduzione delle risorse a disposizione pari a 70 milioni a causa della fiscalizzazione dell’Iva. Altri 7 milioni all’anno, a partire dal 2017, è poi costata la decisione di far pagare agli enti concedenti l’adeguamento del Contratto nazionale del settore.

Comuni in rivolta La Regione rivendica di aver iniettato circa 46 milioni in più nel 2017 e nel 2018, mentre per il 2019 «ha stanziato in bilancio, in modo strutturale, cinque milioni di euro a cui si aggiungeranno altri sette milioni già deliberati con l’assestamento di bilancio 2019». Una boccata d’ossigeno infine potrà arrivare grazie alla trasformazione di ciò che rimane di Umbria mobilità in Agenzia regionale per la mobilità, che permetterebbe di non sottoporre a Iva i costi del Tpl con un risparmio da circa 8 milioni all’anno. Fatto sta che i sindaci per il momento devono fare i conti con i tagli. Da Assisi Stefania Proietti, che accusa la Regione per una scelta «inaccettabile e discriminante», spiega di essere pronta, come fatto a Umbertide, a «salvare le corse pur di non penalizzare i cittadini».

Assisi e Gubbio Ma non solo: «Il Comune – dice – farà di tutto per staccarsi dalla gestione regionale in materia di trasporto e far restare in loco le ingenti risorse che fino a oggi è stato costretto a trasferire a livello centrale». «Non è possibile – aggiunge – far ricadere sui cittadini le conseguenze di una politica scellerata sui trasporti pubblici frutto soltanto di logiche opportunistiche e antieconomiche». Giovedì all’attacco è andato anche il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati che, durante una conferenza stampa, dopo aver criticato metodo e merito ha parlato di «provvedimenti unilaterali presi senza alcun confronto». Stirati ha detto che oltre il contributo annuale attuale (200 mila euro) il Comune, peraltro in regola con il pagamento dell’Iva, non può andare.

Le linee tagliate I tagli più pesanti nella città dei Ceri riguardano i collegamenti festivi completamente soppressi con Perugia e con l’ospedale di Branca, lungo la linea con Gualdo Tadino, mentre per i feriali «siamo riusciti a ottenere il mantenimento delle attuali corse fino alle 13, come ad esempio per quelle di Ferratelle, mentre dalle 13 in poi – ha detto il sindaco – c’è un taglio del 50%. Apriremo un confronto anche sui trasporti extraurbani che, come dicevo, sono di competenza della Provincia, dove ad esempio sulla linea Gubbio – Scheggia – Sigillo – Fossato di Vico si prevede un servizio invariato nel mese di luglio e settembre ma con soppressione delle corse nel mese di agosto». Il Comune ha accompagnato la delibera con l’approvazione di una lettera «durissima» inviata a Chianella e si riserva di valutare «quali proteste adottare fino alle conseguenze estreme».

Twitter @DanieleBovi

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