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domenica 27 settembre - Aggiornato alle 09:22

Tagli ai fondi welfare, l’assessore Tiberti lancia l’allarme: «Rischiamo blocco dei servizi essenziali»

Intanto a Terni M5S, Pd, Senso Civico e Terni Immagina hanno presentato una interrogazione dopo la lettera della Usl

Assessore Pari opportunità Narni, Silvia Tiberti

«I cambiamenti effettuati nel Piano per la non autosufficienza (Prina, ndr) ma soprattutto la mancanza della quota del fondo regionale, sempre stanziato fino all’anno scorso più di un 1 milione di euro, sta purtroppo creando gravissimi problemi. Il rischio è quello di non poter garantire l’assistenza ed i servizi ai cittadini che ne hanno più bisogno con la prospettiva concreta di doverli sospendere». Lo dice in una nota l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Narni, Silvia Tiberti, tornando così sulla vicenda dei tagli al Welfare e sulla interlocuzione tra la Usl e il Comune di Terni dei giorni scorsi.

Il problema «La Regione – spiega l’assessore – non ha trasferito le risorse sanitarie al sociale, quindi non mettendo la quota regionale degli altri anni sul Prina crea una mancanza di fondi per poter sostenere le spese che sarebbero servite a garantire gli stessi servizi e questa somma dovrà essere sostenuta dalle Zone sociali, come ad esempio quella narnese-amerino che dovrà sostenere un’ulteriore spesa per circa 185mila euro. Significa che i Comuni, dopo aver approvato il bilancio di previsione, in questo momento così difficile in cui è stata la pandemia stessa che ha stravolto le nostre agende politiche e che ci ha dettato le priorità per supportare i nostri territori e rispondere ai bisogni emergenti, dovranno sostenere una spesa ulteriore a quella già stanziata in bilancio destinata alla non autosufficienza, per poter garantire le stesse prestazioni ed interventi».

Anche a Terni Intanto a Terni i consiglieri Comunali di M5S, Pd, Senso Civico e Terni Immagina hanno presentato un’interrogazione per «far chiarezza sui possibili tagli ai servizi per le persone con disabilità, che la Usl2 con un’apposita missiva ha inviato il Comune di Terni a mettere in campo». «Parliamo tagli per oltre 650mila euro per gli ultimi mesi del 2020. Un ridimensionamento corposo dei servizi di assistenza domiciliare e assistenza semiresidenziale per gravissimi e non gravissimi. È nostra intenzione sapere se  il piano di rientro richiesto da Usl2 verrà accolto dal Comune, altrimenti come e dove si intende reperire le risorse necessarie per dare continuità ai servizi senza procedere ai tagli prospettati. Inoltre è altrettanto importante comprendere in virtù di quale progetto o budget di progetto verranno individuati i settori in cui procedere con i tagli, qualora non si dovessero trovare risorse aggiuntive per garantire i servizi ai titolari dei diritti. Perché le norme sono chiare così come il programma di azione biennale e non è più possibile compiere scelte come questa senza il rispetto di parametri oggettivi previsti dalla legge, con il rischio di evitare lo smantellamento dei diritti solo per chi ha più capacità di far sentire la propria voce a discapito di chi resta sistematicamente tagliato fuori da tutto».

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