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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 03:12

Superiori, dai bus ai test: come si tornerà in classe. Screening farmacie, 16 positivi in 3 giorni

Venerdì mattina la riunione del Cts, poi l’ordinanza della Regione. L’epidemiologo Stracci: «Rischi inevitabilmente ci sono»

Un momento della protesta

di Daniele Bovi

Arriverà venerdì mattina il responso del Comitato tecnico-scientifico regionale sulle modalità con cui l’Umbria si sta preparando, da lunedì, a riaprire le scuole superiori. Il rientro in classe è previsto per il 50% degli studenti, quindi circa 20 mila ragazze e ragazzi, mentre per l’altra metà si andrà avanti con la didattica a distanza. Questa impostazione varrà per almeno tre settimane, poi dal 13 febbraio la percentuale potrebbe essere innalzata al 75%, sempre che la situazione epidemiologica lo consenta. Come emerso nei giorni scorsi, sul fronte della diagnostica si procederà con i tamponi «al tempo zero» che saranno eseguiti, a scuola, a tutti i contatti della persona risultata positiva, con la possibilità però di ricorrere anche ad appuntamenti in altre strutture come i drive through.

SUBITO TEST E TAMPONI AI CONTATTI STRETTI

I bus L’altro nodo sono i trasporti, per i quali è previsto un incremento dei bus per un totale di 170 mezzi. Sul punto giovedì Cna ha chiesto che il personale dei trasporti sia vaccinato in via prioritaria e che ci siano controlli nei punti di raccolta, come le fermate: «Si tratta di una misura – spiega Enrico Ceccarelli di Cna Fita – che noi abbiamo invocato sin dall’agosto dell’anno scorso, quando si discuteva della riorganizzazione del servizio di trasporto, sapendo tutti molto bene che proprio il trasporto si sarebbe rivelato il nodo critico della ripresa della scuola. Allora nessuno ci aveva dato ascolto, con i risultati che sappiamo. Vediamo se stavolta sarà quella buona».

Test rapidi Con il finanziamento di un milione di euro da parte della Regione, inoltre, è partito nelle farmacie lo screening dedicato a studenti e insegnanti. Le prenotazioni sono molte e in tre giorni, secondo i numeri di Federfarma, sono stati 1.029 i test rapidi eseguiti, che hanno portato all’individuazione di sedici positivi. Lo screening (qui l’elenco delle strutture aderenti) è gratuito per studenti e insegnati mentre per tutti gli altri è a pagamento. «Per smaltire la grande richiesta – spiega Federfarma – alcune farmacie resteranno aperte domenica 24».

I rischi Ci sono le condizioni per il rientro in sicurezza di ragazzi, insegnanti e personale? «La domanda – dice a Umbria24 il professor Fabrizio Stracci, epidemiologo del Cts regionale – è di quelle da cento milioni di dollari. In generale qualsiasi attività che comporta un aumento dei contatti tra le persone genera inevitabilmente dei rischi. Il problema della scuola è che è difficile dire quale ruolo svolga relativamente ai contagi: dove si utilizzano i dispositivi come le mascherine non c’è molta trasmissione del virus mentre fuori – si pensi per esempio a tutto quello che ruota intorno ai trasporti – i rischi aumentano». Per prendere decisioni migliori servirebbero anche informazioni migliori, «più puntuali – spiega Stracci – riguardo al modo in cui avviene il contagio. Ciò porterebbe anche a una migliore comunicazione riguardo ai rischi».

Le proteste Giovedì intanto a Perugia, in piazza Italia, alcune decine di persone tra studenti, genitori e insegnati si sono ritrovati per protestare e fare proposte. «La didattica a distanza – è stato detto – è nociva per la formazione di studentesse e studenti, aumenta le disparità sociali e di genere e compromette la salute mentale. Non vogliamo più scegliere tra diritto allo studio e diritto alla salute, vogliamo un tempestivo ritorno a scuola in sicurezza, dato da un implemento della mobilità umbra in termini di frequenza e copertura». In più il comitato Priorità alla scuola, una cui delegazione giovedì è stata ricevuta dalla Terza commissione del consiglio regionale, chiede un piano per scongiurare il fenomeno delle classi pollaio. Sabato mattina, invece, sotto l’Ufficio scolastico regionale si terrà un presidio dell’Unione degli studenti «per rivendicare una scuola sicura in vista del rientro in presenza».

Twitter @DanieleBovi

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