venerdì 3 aprile - Aggiornato alle 10:04

Sul New York Times la battaglia di stilisti e registi contro la geotermia a Castel Giorgio

Dal direttore artistico di Gucci alle sorelle Rohrwacher: anche gli illustri abitanti della zona contro l’impianto

L'articolo sul New York Times

La centrale geotermica di Castel Giorgio finisce sul New York Times. Ci sono il direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele, la regista Alice Rohrwacher e la sorella attrice Alba, al centro del lungo articolo pubblicato nell’edizione internazionale del quotidiano che, sabato 25 gennaio, ha raccontato la battaglia degli abitanti più illustri della zona contro l’impianto geotermico proposto a inizio 2014 dalla ItW Lkw Geotermia spa per l’immissione di 5 MWe nel sistema elettrico e su cui il Consiglio dei ministri ha recentemente deciso di andare avanti senza l’intesa con la Regione Umbria. Tra gli illustri oppositori al progetto pilota pure un altro regista, Jonathan Nossier, anche lui, secondo il New York Times, spronato a sostenere la causa contro l’impianto geotermico di Castel Giorgio da Fausto Carotenuto, titolare di un agriturismo con centro benessere olistico e sala yoga.

Anche stilisti e registi contro la geotermia Firmato da Jason Horowitz, l’articolo racconta come il direttore artistico di Gucci, proprietario di un castello nella zona a confine tra Umbria e Lazio, abbia contribuito finanziariamente a sostenere le spese legali per tentare di bloccare l’impianto geotermico di Castel Giorgio. Premettendo che il loro attivismo non è un passatempo per radical chic, lo stilista definisce il proprio impegno una forma autentica di resistenza e al New York Times dichiara: «Non sono un geologo, faccio altro, il mio lavoro è preservare la bellezza. E la bellezza non ha un valore?». Dall’altro lato della barricata c’è Diego Righini, manager della ItW Lkw Geotermia spa, che bolla così la battaglia legale e ambientale intrapresa dagli illustri abitanti della zona: «I benestanti – si legge sul New York Times – vogliono che tutto rimanga così com’è, affinché anche loro possono rimanere quelli che sono, ossia dei benestanti». Ma è l’intera comunità della zona a confine tra Umbria e Lazio ad aver contestato fin dalla genesi il progetto pilota per la geotermia. Sempre Righini, parlando col giornalista Horowitz, ha aggiunto che l’impianto è a zero emissioni di carbone e che i lavori inizieranno a febbraio nonostante la causa legale pendente.

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