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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 18:37

Studenti universitari a presidente Umbria: «Vuoi che paghiamo per contagiarci? La città è insicura»

«Chi è fuori sede e i pendolari sono costretti a continui tamponi: sono diventati il costo aggiunto al diritto allo studio»

© Fabrizio Troccoli

Bocciano il provvedimento della Regione Umbria con cui si prevedono i tamponi gratuiti a fine quarantena, gli studenti del Coordinamento universitario Perugia. E parlano di «presa in giro» denunciando che gli studenti universitari ne sono tagliati fuori.

La denuncia Nicola Cardinali di Link accusa la Regione di avere aggiungo agli universitari anche il costo dei tamponi dopo quelli dei trasporti, per cui ritorna a chiedere un tavolo di confronto che ancora non è stato approntato. «Gli studenti fuorisede che vogliono tornare e gli universitari perugini non hanno garanzie – prosegue Cardinali -.L’attuale diffusione del contagio rende insicuro vivere la città e l’accesso ai luoghi della formazione. Il costo dei tamponi è già di suo insostenibile, e si va a sommare alle spese eccessive di un trasporto pubblico inefficiente. Secondo la presidente Tesei gli studenti pendolari o delle periferie del Perugino dovrebbero pagare per fare ore di viaggio per sostenere un singolo esame o andare a studiare in una biblioteca o in un’aula studio con il rischio di contagiarsi? Il prezzo di continui tamponi è diventato il prezzo per il diritto allo studio e alla socialità. Se questa giunta continuerà a rifiutare il dialogo con le parti sociali si dovrà assumere le responsabilità dei danni sulla formazione e la salute, anche psicologica, degli studenti».

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