domenica 15 dicembre - Aggiornato alle 07:22

Stranieri in Umbria: due su tre sono cristiani, musulmani meno della media nazionale

I dati Ismu: quasi 35 mila gli Ortodossi, islamici 28 mila. Presenti anche buddisti, induisti e sikh ma sono di più gli atei

Religioni del mondo ad Assisi. Foto archivio F. Troccoli

di Ivano Porfiri

La stragrande maggioranza degli stranieri residenti in Italia sono cristiani, ma in Umbria sono ancora di più. Mentre i musulmani, sempre tra gli immigrati, nella nostra regione sono meno del 30 per cento, anche qui con una percentuale inferiore alla media nazionale. I numeri, dunque, fotografano un’immigrazione che, al di là della retorica propagandistica su una presunta “islamizzazione” in corso, proviene per larga parte dall’Europa dell’Est con la Romania che da sola annovera oltre un quarto degli stranieri residenti.

Quanti sono i musulmani? Secondo le stime della Fondazione Ismu su dati Istat e Orim (Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità) sui 97.541 residenti stranieri in Umbria al 1 gennaio 2019, professano la fede islamica in 28.100 cioè il 28,8%. Nella ripartizione provinciale sono un po’ di più a Perugia con il 31,69 per cento degli stranieri e meno a Terni dove sono solo il 20,1. Proiettati sugli 882 mila residenti in Umbria fanno l’11 per cento.

Passa col cursore sul grafico interattivo per leggere i dati relativi alla singola religione

Stragrande maggioranza cristiani Del totale degli immigrati, invece, quasi due su tre sono cristiani: 57.200 pari al 58,5 per cento. Tra questi il gruppo più folto è quello degli ortodossi con 34.800 fedeli, seguiti dai cattolici con 18 mila. Molti meno gli evangelici con 3.100. Segnalati anche un centinaio di copti e un altro migliaio abbondante di cristiani di altri tipi.

Quasi novemila atei Il terzo gruppo per consistenza, dopo cristiani e musulmani, è però quello degli atei o agnostici con 8.700 unità pari quasi al 9 per cento degli stranieri. Presenti, infine, gruppetti di religioni orientali come i 1.100 induisti, i mille buddisti e i circa 500 sikh.

Questi i dati italiani e relativi a ogni Regione e Provincia elaborati da InfoData per il Sole 24 Ore:

Dati italiani A livello nazionale, gli stranieri residenti al 1 gennaio 2019 che professano la religione cristiana rimangono i più numerosi (due milioni e 815 mila fedeli – pari al 53,6% del totale dei residenti stranieri – tra cattolici, ortodossi evangelici e altri cristiani), seguiti dai musulmani (un milione e 580 mila fedeli). Passando all’analisi delle singole appartenenze religiose rispetto alla stessa data del 2018 cambiano invece le posizioni in classifica: quest’anno al primo posto, anziché i cristiani ortodossi, troviamo i musulmani che rappresentano il 30,1% degli stranieri residenti in Italia (nel 2018 erano il 28,2%), i cristiani ortodossi quindi slittano al secondo posto (29,7%, pari a un milione e 560 mila), in terza posizione poi troviamo i cattolici (18,6%, pari a 977 mila). Passando alle religioni di minor importanza quantitativa tra i residenti stranieri si stimano 183 mila (pari al 3,5% sul totale degli stranieri residenti) cristiani evangelici, 136 mila (2,6%) buddisti, 114 mila induisti (2,2%), 80 mila (1,5%) persone di altre fedi cristiane, 49 mila sikh (0,9%), 16 mila (0,3%) copti. È inoltre rilevante la crescita degli stranieri atei o agnostici, stimati in più di mezzo milione di unità (al 1° gennaio 2018 erano 331 mila).

Musulmani in aumento Dall’analisi delle stime emerge quindi che, mentre gli stranieri musulmani residenti risultano in aumento 127 mila unità rispetto al 2018 (anno in cui erano stimati in 1 milione e 453 mila), i cristiani nel loro complesso invece diminuiti di 145 mila unità (nel 2018 erano stimati in due milioni e 960 mila), pur mantenendo ancora nettamente il ruolo di principale religione professata dagli stranieri (se nel 2018 rappresentavano il 57,5 per cento del totale degli stranieri, nel 2019 rappresentano il 53,6 per cento). È importante segnalare che non tutte le fedi cristiane sono in diminuzione: fanno eccezione infatti gli evangelici che, a differenza di ortodossi, cattolici e copti e altri, sono aumentati di 52 mila unità rispetto al 2018, anno in cui se ne stimavano 131mila.

Chiavi di lettura Il nuovo assetto delle appartenenze religiose secondo l’Ismu si spiega «in primo luogo perché dal conteggio dei residenti stranieri al 1° gennaio 2019, sono stati esclusi i 112.523 stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana durante il 2018 e in secondo luogo perché i diversi flussi migratori nazionali presentano un saldo netto tra arrivi in Italia e ripartenze probabilmente maggiore nell’ultimo anno per musulmani e cristiani evangelici, che non per gli altri cristiani».

I commenti sono chiusi.