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venerdì 23 ottobre - Aggiornato alle 10:58

Spoleto tra i due Covid hospital. Drive through, arrivano le prenotazioni. Nodo scuole: «Problemi sono fuori»

Giornata di riunioni tra Governo e Regioni, attese ordinanze. Centri commerciali, si pensa a ingressi contingentati

La riunione al Cor

di Daniele Bovi

Spoleto per quanto riguarda quelli di prima fascia e un altro, ancora da scegliere, per quelli di base. Al momento nessuna decisione definitiva è stata presa ma dovrebbero esserci il nosocomio spoletino tra  i due Covid hospital umbri (l’altro potrebbe essere Pantalla) secondo quanto emerso dalla riunione che si è tenuta sabato al Centro operativo regionale di Foligno della protezione civile; appuntamento al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche il Cts regionale, Umbria digitale e Umbria salute. Le due strutture però non saranno dedicate interamente al trattamento dei pazienti affetti dal nuovo coronavirus, così da salvaguardare parte delle normali prestazioni, come ad esempio l’emodialisi a Spoleto, e arrivare ai 124 posti di terapia intensiva programmati. L’ordinanza della presidente della Regione Donatella Tesei dovrebbe arrivare tra domenica e lunedì.

SISTEMA SANITARIO IN SOFFERENZA 

SPOLETO, SINDACO DICE NO A COVID HOSPITAL

Scuola Sabato in attesa del nuovo dpcm del governo che sarà reso noto domenica, le Regioni hanno tenuto due videoconferenze con Palazzo Chigi per parlare anche del fronte caldo della scuola. I presidenti in modo compatto hanno chiesto, per domenica, un incontro alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per affrontare alcuni dei nodi come la didattica a distanza e lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita. Diverse Regioni hanno chiesto le lezioni a distanza almeno per il quarto e quinto anno delle scuole superiori in questa fase dell’emergenza e l’ipotesi, proposta dall’Umbria, è quella di un periodo sperimentale di 15 giorni, fino al 30 ottobre.

IL BOLLETTINO DI SABATO

Controlli A Foligno è stato sottolineato che i contagi riguardano in particolare i giovani e che i problemi, come ricordato da più parti, sono all’esterno degli istituti, motivo per cui si pensa anche a incrementare i controlli proprio fuori dalle scuole, in particolare alle fermate dei bus. E sul fronte trasporti in caso la capienza (attualmente all’80%) venisse abbassata, l’Umbria si dice pronta a potenziare il servizio. Tornando ai controlli, si pensa anche a ingressi contingentati nei centri commerciali e nei supermercati. A esprimersi in modo chiaro contro la chiusura delle scuole è la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti che, all’Ansa, ha spiegato che «la scuola è un posto sicuro e la responsabilità dell’aumento di contagi Covid non può essere attribuito al mondo scolastico. Le criticità maggiori si riscontrano nel pre e post lezioni».

Chiusure da scongiurare «I contagi – ha aggiunto – avvengono praticamente sempre fuori dalle classi. Un dato che viene confermato dal fatto che all’interno degli istituti scolastici non c’è propagazione del virus». L’obbiettivo dichiarato è quello di tenere aperti gli istituti e al vaglio ci sono delle soluzioni, come quelle accennate sopra, per evitare di far pagare agli studenti un prezzo ulteriore per responsabilità non loro: «Dobbiamo scongiurare la paralisi delle lezioni – ha aggiunto Iunti – e se il problema dei contagi nasce nelle fasi pre e post lezioni dobbiamo lavorare tutti in sinergia per migliorare questo aspetto organizzativo».

Tamponi Novità sabato sono emerse anche sul fronte dei tamponi. L’intenzione, notate alcune discrepanze tra i numeri a livello comunale, è quella di cercare di omogeneizzare il dato. Finalmente poi, dopo giorni in cui, in alcune fasce orarie, si sono formate ai drive trough lunghissime code, è stato pensato grazie a Umbria salute e Umbria digitale un sistema di prenotazione garantendo alle persone un test nell’arco di un’ora. Per quanto riguarda i Covid hotel invece, la struttura individuata dovrebbe essere una di Deruta. Tra le misure che dovrebbero essere adottate, anche lo stop agli accessi nelle Rsa e l’ottimizzazione della catena che si occupa degli acquisti dei Dpi. Non esclusa, ovviamente, la possibilità che possano essere individuate in futuro zone rosse. Nei prossimi giorni, inoltre, l’Umbria dovrà rispondere al commissario per l’emergenza Domenico Arcuri che ha chiesto come sono stati allocati i 51 ventilatori per le terapie intensive inviati nei mesi scorsi e finora non utilizzati.

Twitter @DanieleBovi

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