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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 12:12

Spoleto, riparato l’acquedotto: disagi per 50 mila ancora per ore. Critiche al sindaco sull’ordinanza

La rottura della condotta alla bretella di San Sabino. Il Comune: «Ritorno alla normalità solo in tarda serata o nella mattinata di domenica»

Gli operai Vus al lavoro

Hanno interessato poco meno 50 mila residenti tra Spoleto, Campello e Castel Ritaldi i disagi provocati dalla rottura di una delle condutture dell’acquedotto dell’Argentina. I lavori di riparazione, resi difficoltosi dalla gravità del guasto, sono stati ultimati intorno alle 6 di sabato ed è stata così riaperta la condotta di adduzione principale. L’acqua – spiega il Comune di Spoleto in una nota – è tornata così ad alimentare il serbatoio principale di Montepincio dalle 7.30 ma è comunque necessario attendere i tempi di recupero di tutti i serbatoi di accumulo. Viste le condizioni di criticità idrica che hanno generato un calo sensibile delle portate, il ritorno alla normalità potrà quindi essere garantito solo in tarda serata o nella mattinata di domenica. La Valle umbra servizi ha attivato tutte le risorse di emergenza a disposizione per diminuire i disagi alle utenze. Per quanto riguarda l’ospedale San Matteo degli Infermi, la società ha garantito il servizio idrico per tutta la durata dell’intervento attraverso i serbatoi dedicati alla struttura sanitaria.

Autobotti «In attesa della completa riattivazione della fornitura – spiega Vus – a disposizione degli utenti sono state già rese operative le autobotti per il carico di acqua potabile, in due punti strategici dello spoletino: la farmacia comunale Spoleto 2 di via San Benedetto 109 in località San Venanzo e il parcheggio del supermercato Coop in via Carlo Marx 75 A a San Giovanni di Baiano. Saranno, inoltre, individuati altri punti secondo le necessità che si presenteranno nel corso delle prossime ore».

Il guasto Il sindaco Andrea Sisti aveva firmato un’ordinanza venerdì sera con la quale sono state anche chiuse le scuole. Il guasto si è registrato in prossimità della cosiddetta bretella di San Sabino, che è stata chiusa al traffico per gli scavi. Secondo quanto hanno riferito diversi cittadini la presenza di acqua in carreggiata era visibile già da venerdì mattina e dalle 11.30-12 personale di Vus stava già operando in zona. Tuttavia, soltanto alle 23.30 sono arrivate comunicazioni ufficiali. «Precisiamo che l’intervento di ricerca da parte dei nostri tecnici sul posto – dice Vus sul punto – è iniziato alle 10.30 di venerdì, a seguito di una segnalazione da parte di cittadini, che evidenziavano problematiche di cedimento stradale nella zona della bretella San Sabino. Già alle 11.20 le squadre operative erano pronte a organizzare l’intervento che ha avuto inizio alle 12.15».

Le difficoltà «Nella zona – continua l’azienda – sono presenti ben tre condotte principali sia di distribuzione che adduzione e la precisa localizzazione del guasto e della condotta interessata è stata possibile solo verso le 19.30. Le difficoltà incontrate sono state duplici: da un lato la profondità di posa delle tubazioni, che si trovano a oltre quattro metri sotto terra, e dall’altra la tipologia del terreno che ha costretto le squadre a procedere alla blindatura degli scavi per garantire la sicurezza degli operatori. Appena individuata la condotta interessata e l’entità del guasto sono state attivate tutte le procedure di comunicazione previste dal nostro protocollo».

L’ordinanza Nel frattempo in città monta la polemica. Dai banchi dell’opposizione Alleanza civica sostiene che «la cabina di comando non ha funzionato a dovere». L’ordinanza, spiegano, è stata pubblicata alle 9 di sabato: «Stamattina – dicono – sia insegnanti ignari e residenti fuori comune, che alcuni studenti, si sono presentati comunque ai cancelli dei loro istituti, mettendo in seria difficoltà i presidi che, pur avendo ricevuto comunicazioni ufficiose per email e notizie da qualche addetto del ramo, non hanno potuto adottare un comportamento certo e sicuro, non risultando ancora nessuna ordinanza pubblicata. Alla luce di quanto accaduto, non sarebbe il caso di revisionare la tempistica delle procedure per evitare il ripetersi di queste situazioni?».

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