domenica 26 febbraio - Aggiornato alle 06:42

Spoleto, Palazzi della Posterna: chiesti danni al Comune per 7 milioni di euro

Blocco cantiere e mancata vendita, ma in caso di demolizione il conto sale a 27 mln. C’è anche il ricorso in Corte europea

I palazzi della Posterna (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Gira intorno a 7 milioni di euro la richiesta di risarcimento del danno per i Palazzi della Posterna depositata in tribunale dalla Madonne delle Grazie srl nei confronti del Comune di Spoleto, che si vedrà notificati gli atti relativi a stretto giro.

Chiesti 7 mln di danni per i Palazzi della Posterna La quantificazione dell’indennizzo compiuta dall’avvocato Gianni Ranalli, che assiste nel procedimento appena intentato la società costruttrice del rappresentante legale Rodolfo Valentini, è incardinata sul blocco del cantiere registrato in fase di realizzazione e sulla mancata vendita degli appartamenti e dei locali commerciali dei Palazzi della Posterna, giudicati abusi edilizi in via definitiva dalla Cassazione che ha condannato sei persone, tra cui lo stesso Valentini, e disposto la demolizione di tutti i volumi. Ed è proprio sull’esecuzione della sentenza, di competenza della procura della Corte d’Appello di Firenze, che è legata a doppio filo l’eventuale e ulteriore richiesta di risarcimento del danno.

In caso di demolizione il conto lieviterebbe fino a 27 milioni Se infatti si dovesse arrivare all’abbattimento dei due palazzi edificati a ridosso della mura antiche della città, l’avvocato Ranalli per conto della società costruttrice sarebbe pronto a intentare una seconda causa di valore economico ben superiore. Come già annunciato dallo stesso Valentini nei mesi scorsi, con la demolizione dei Palazzi della Posterna la conta dei danni per la Madonna delle Grazie srl lieviterebbe fino a raggiungere quota 27 milioni di euro a ristoro dei condomini a quel punto non più esistenti. Per ora di fronte al giudice del tribunale di Spoleto viene citato soltanto il Comune in qualità di ente che ha rilasciato i titoli edilizi e approvato il piano attuativo dell’area, in cui insistono il percorso meccanizzato e il parcheggio principali del sistema della mobilità alternativa della città.

Ricorso a Strasburgo Contro la demolizione, però, è stato depositato anche il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. A rappresentare a Strasburgo il costruttore Valentini è l’avvocato Pasquale Medina del foro di Bari, già agli onori delle cronache il caso del complesso residenziale di Punta Perrotti, sul lungomare del capoluogo pugliese demolito nel 2006, ma su cui l’avvocato Medina ha ottenuto sei anni dopo proprio in Corte europea il risarcimento del danno per il gruppo di società edili che lo avevano edificato.  Il caso è diverso da quello di Spoleto prima di tutto perché i Palazzi della Posterna sono ancora in piedi ed è evidente che si tenterà il tutto e per tutto per scongiurare la demolizione. Nella conferenza stampa di fine anno dell’amministrazione comunale, poi, l’assessore Antonio Cappelletti ha spiegato che agli uffici del municipio non sono finora comunque pervenute istanze di sanatoria.

@chilodice