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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 08:32

Spoleto, ok a rimozione del tetto in amianto del capannone del Festival: 600 mila euro di lavori

Il capannone del Festival

di Chia.Fa.

La Fondazione Festival ha stanziato circa 600 mila euro di risorse proprie per rimuovere i 4.500 metri quadrati di amianto che compongono il tetto del capannone di San Nicolò. A rivelare il via libera all’intervento è stato direttamente il sindaco Fabrizio Cardarelli, presidente della Fondazione, che ha anche fissato per la prossima primavera l’avvio della bonifica e seguente sostituzione delle coperture.

Circa 600 mila euro per la bonifica I lavori erano attesi da anni e spesso nel tempo sono stati richiesti a gran voce dai residenti del popoloso quartiere di San Nicolò, costantemente preoccupati per la presenza del pericoloso vicino. Compatibilmente con le condizioni meteorologiche, gli operai della ditta incaricata si metteranno al lavoro per rimuovere il tetto in amianto e procedere alla messa in sicurezza dell’immobile che dovrebbe essere conclusa entro il 2016. Archiviata l’emergenza, la vera appare rappresentata dalla valorizzazione dei tesori custoditi da decenni all’interno dell’immobile, tra cui le scene dipinte della memorabile Manon Lescaut diretto da Luchino Visconti nel 1973 che, però, necessitano di consistenti interventi di restauro.

Tesori dimenticati Fino a un paio di anni fa, a causa del contenzioso tra la Fondazione e Francis Menotti, il patrimonio nascosto a San Nicolò è risultato indisponibile, alcuni spazi erano anche stati posti sotto sequestro, in attesa che il procedimento giudiziario facesse il proprio corso. La Corte di Appello di Roma si è poi pronunciata nel 2012 riconoscendo alla Fondazione la proprietà di tutti i beni mobili custoditi all’interno dello stabile, concesso in conto capitale dal Comune alla stessa Fondazione. Da tempo quindi scene dipinte e costruite, ma anche costumi, programmi di sala, manifesti e locandine sono tornati nelle piene disponibilità dell’ente che, una volta conclusa la messa in sicurezza del capannone, dovrà aprire la caccia alla risorse, magari sondando la disponibilità dei mecenati, per imboccare la strada della valorizzazione delle opere che hanno fatto la storia del Due Mondi.

Twitter @chilodice

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