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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 18:32

Spoleto, con l’aiuto di otto imprenditori restaurato l’arazzo della regina di Svezia

Circa 18 mila euro di intervento per restituire a Palazzo Collicola l’opera di 14 mq risalente alla metà del Seicento

di Chiara Fabrizi

È tornato a Palazzo Collicola l’arazzo di 14 mq un tempo appartenuto alla regina Cristina di Svezia. L’agognata operazione, passata per un complesso restauro, è stata portata a termine grazie al mecenatismo di otto imprenditori di Spoleto e della Valnerina che, complessivamente, hanno messo sul tavolo 18mila euro per finanziare l’intervento attraverso lo strumento dell’Art bonus. L’opera, che risale alla metà del Seicento, è rimasta per molti anni chiusa all’interno dei depositi del Comune che l’aveva acquistata nel 1939, insieme ad altri arazzi, nell’ambito dell’asta dell’ultimo degli eredi della famiglia Collicola. A sostenere l’intervento sono state nove aziende: Monini, Tulli acque minerali, Urbani tartufi, Italmatch chemicals, Meccanotecnica, Fabiana Filippi, Qfp, Coobec e Antica norcineria fratelli Ansuini.

Restaurato l’arazzo della regina di Svezia «Le aziende creano interazione, valore e occupazione sul territorio, ma in questo caso è stato fatto qualcosa di più, sostenendo il patrimonio culturale della città» ha detto il presidente della sezione locale di Confindustria, Giacomo Filippi Coccetta, aggiungendo che «questo è stato un progetto di condivisione e filiera, dato che le risorse sono state messe insieme e non disperse in tanti piccoli interventi, e anche se l’opera da restaurare è stata scelta con entusiasmo, c’è stata qualche piccola difficoltà, poi superata, perché non era stata inserita tra quelle che avrebbero potuto beneficiare dell’Art bonus». A dire che i privati saranno chiamati a fare la propria parte sempre «tramite l’Art bonus e sempre per Palazzo Collicola», sede della Galleria d’arte moderna di Spoleto, è stato il sindaco Andrea Sisti, che ha annunciato «l’intenzione dell’amministrazione di potenziare questo spazio museale attraverso un progetto che partirà dall’impegno del Comune ma sarà in grado di coinvolgere altri soggetti sia pubblici che privati».

@chilodice

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