martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 22:13

Spoleto, col robot asportato tumore a paziente con trapianto renale

Si tratta di un 62enne sottoposto a prostatectomia radicale dal dottor Mearini: intervento ok e subito dimissioni

Luigi Mearini

Col robot Da Vinci dell’ospedale di Spoleto asportato il tumore della prostata a un sessantaduenne portatore di un trapianto renale. Sono buone le condizioni del paziente dimesso martedì mattina dopo che l’equipe chirurgica guidata dal primario di Urologia, Luigi Mearini, lo ha sottoposto all’intervento chirurgico della prostatectomia radicale robotica.

A coordinare i camici bianchi il direttore  della struttura complessa di Urologia Luigi Mearini che lo ha operato insieme al dottor Carlo Vivacqua e, soprattutto, al nuovo Robot Da Vinci. Massima, però, la collaborazione tra i medici del San Matteo di Spoleto, che hanno seguito il delicato intervento con l’equipe anestesiologica del primario Giulio Tazza; i sanitari della Rianimazione, in particolare la dottoressa Alice Taddei che ha partecipato all’intervento chirurgico; l’equipe nefrologica con la dottoressa Paola Santirosi che ha monitorato la funzione renale del paziente fino agli infermieri che hanno assistito i chirurghi.

«Come in tutti i casi di trapianto renale – ha spiegato Mearini – c’è una vicinanza notevole dell’organo alla vescica ed alla prostata, che giace immediatamente al di sotto. In questi casi specifici, l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale diviene particolarmente complesso, per la necessità di essere ‘radicali’ dal punto di vista oncologico ma contemporaneamente di salvaguardare l’organo trapiantato, in particolare l’uretere che giace poco al di sopra della prostata stessa. Inoltre, l’intervento chirurgico presenta ulteriori difficoltà tecniche legate alla terapia immunosoppressiva, che può determinare di per sé un rischio maggiore di complicanze». Che fortunatamente non sono emerse sul paziente 62enne operato a Spoleto e già dimesso.

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