sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 12:55

Spoleto, cinque milioni per dare nuova identità alla Rocca: saranno aperte tre torri

Nuovo piano di allestimento entro 2020: ci sarà anche un teatrino. Analisi Fitzcarraldo con ristorante, suite ed eventi a Malborghetto

Nuovo piano di allestimento per la Rocca

di Chiara Fabrizi

Spazi museali nelle torri e apertura delle terrazze. Riorganizzazione di tutti gli spazi espositivi. E pure un teatrino da ricavare nella sala Borromeo. A dieci anni dall’inaugurazione del Museo nazionale del Ducato il direttore del Polo museale dell’Umbria, Marco Pierini, alza il sipario sul maxi progetto da quasi 5 milioni di euro, da realizzare entro il 2020 ed elaborato nell’ultimo anno, con l’aiuto strategico della Fondazione Fitzcarraldo, da 25 anni al fianco del Regno Unito per management e policy in ambito culturale, che nell’analisi per la Rocca ha anche prospettato un’altra serie di interventi al momento non finanziati.

Cinque milioni per rivoluzionare la Rocca entro 2020 «Oggi – ha detto Pierini – non presentiamo solo un nuovo progetto di allestimento, bensì una nuova identità della Rocca, trovata dopo un anno di lavoro, ricerca e collaborazione tra i vari soggetti coinvolti, coordinati dalla ex direttrice del Museo, Rosaria Mencarelli». Il testimone è infatti recentemente stato raccolto da Paola Mercurelli Salari che nella sala Antonini, martedì pomeriggio, ha evidenziato come entro il 2020 i «due percorsi museali orizzontali della Rocca saranno completamente riallestiti, considerando che ora l’unico principio espositivo è l’ordine cronologico, che però non racconta la storia di questo luogo, legata al ducato e ai longobardi». Il percorso espositivo sarà anche ampliato con il «museo verticale», come il progettista Luca Dal Pozzuolo di Studioblu Torino ha definito gli spazi espositivi previsti in tre torri, dove sarà ricostruita la storia della Rocca, che è stato in tempi recenti carcere.

Museo anche in tre torri e terrazze aperte In particolare si tratta della torre Balestra, dove sarà allestita una sala espositiva per favorire la lettura del territorio circostante, la torre Maestra dove sarà ricostruita la vita e i personaggi che hanno animato la vita della Rocca, quindi castellani e governatori; e infine la torre Mezzana che sarà dedicata al periodo carcerario, che si allunga dai primi dell’Ottocento fino al 1980. Solo la messa in sicurezza per l’apertura al pubblico delle torri vale 900 mila euro e consentirà anche la fruibilità delle terrazze dei visitatori, che assisteranno anche a un’ulteriore riorganizzazione della biglietteria del Museo del Ducato, così come è prevista l’introduzione di dispositivi digitali, spazi dedicati ai bambini e ad arti sceniche. Sì, perché nella sala Borromeo è anche programmata la realizzazione di un teatrino che potrà ospitare messinscena e performance.

Appello del sindaco per i lavori del Ponte delle Torri Gli interventi per cinque milioni di euro (quattro dal governo e uno dalla Regione) si aggiungono ai 2,4 milioni di lavori quasi terminati (finanziati dalla Regione) con cui si è proceduto al recupero della mura esterne della Rocca, alla riqualificazione del parco che abbraccia il castello di colle Sant’Elia, con relativa sistemazione dei percorsi, e recupero delle palazzine fatiscenti (non rifinite). Sulla Rocca, insomma, tutti scommettono con forza. In questo senso il sindaco Fabrizio Cardarelli ha ringraziato l’assessore regionale Fernanda Cecchini, seduta al suo fianco, ma ha poi espresso «profondissima preoccupazione per i lavori di consolidamento del Ponte delle Torri (1,6 milioni dal governo, ndr) non ancora iniziati: lancio quindi un appello a tutti – ha detto Cardarelli – affinché gli interventi finalizzati alla riapertura del monumento simbolo di Spoleto possano essere avviati al più presto».

Con ristorante e suite fino a 120 mila visitatori e impatto economico da 9 milioni Tuttavia l’analisi e le prospettive per la Rocca messe sul tavolo dalla Fondazione Fitzcarraldo sono molto più ambiziose e vanno oltre i 5 milioni già stanziati, prevedendo la trasformazione dell’attuale palazzina uffici (quella con il porticato) in ristorante caffetteria e l’organizzazione nel cortile di Malborghetto di eventi di medie dimensione, mentre le palazzine non più fatiscenti (ma da finire) vengono immaginate in parte come foresteria e in parte come suite «perché – è il risultato dell’analisi – a Spoleto mancano alloggi turistici di bassa fascia e quelli extra lusso». Se tutti gli interventi venissero effettuati la previsione «prudenziale» per il 2022, sempre secondo la Fondazione Fitzcarraldo, varrebbe per la Rocca e il Museo tra 90 e 120 mila visitatori l’anno (nel 2016 sono stati 45.200 circa) con un impatto economico stimabile tra i 5 e i 9 milioni. La strada è ancora lunga.

@chilodice

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.