venerdì 17 agosto - Aggiornato alle 00:01

Hotel, colonie ed eremo: nella montagna cara a San Francesco regna l’abbandono

Viaggio a Monteluco di Spoleto tra i boschi della via Francigena alla scoperta degli immobili pubblici sventrati

Hotel Del Matto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Dal Fortilizio dei mulini col tetto crollato fino all’Hotel del Matto, dove qualcuno anni fa è perfino andato a caccia di fantasmi. Regna l’abbandono a Monteluco di Spoleto, il monte col bosco sacro caro a San Francesco, dove risalire la via Francigena significa anche scoprire una serie di immobili pubblici bellissimi, ma a rischio crollo, sventrati dagli anni e da generazioni di vandali. Tra questi alcuni di pregio, come l’eremo di Sant’Antonio di proprietà del Comune di Spoleto, che da anni l’ente inserisce nel piano delle alienazioni.

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Nella montagna cara a San Francesco regna l’abbandono Sul viaggio nell’abbandono della zona, a cui non sfuggono anche gli stranieri che invadono i sentieri, si sono riaccesi i riflettori nelle ultime ore per le condizioni di degrado in cui versa anche l’ex tiro a volo, sempre di proprietà del municipio. Qui nel 2012 venne inaugurato il Centro di addestramento per i cani da ricerca e soccorso dell’associazione Le Aquile, ma nel 2015, alla scadenza del contratto di affitto, l’amministrazione ritenne di non proseguire e ora l’area è di nuovo in abbandono: «Dopo alcuni mesi di silenzio ufficiale – ricostruisce Antonella Fedeli presidente delle Aquile – nel mese di aprile del 2016 scrivemmo una pec, con la quale esprimevamo ufficialmente la volontà di proseguire l’attività e, quindi, chiedevamo di stipulare un nuovo atto, ma seguì solo silenzio e le ragioni possiamo al limite immaginarle, visto che immotivatamente nello stesso periodo è venuta a cessare la stretta e proficua collaborazione che esisteva da anni tra Comune di Spoleto e Aquile in materia di protezione civile».

Fortilizio, Eremo e Colonia comunale Se ci siano margini per ricucire i fili del progetto cinofilo con la nuova amministrazione lo si capirà a breve. Intanto, già nei giorni scorsi, il sindaco De Augustinis ha compiuto un ampio sopralluogo nella zona di Monteluco, scoprendo coi propri occhi l’abbandono dei luoghi: al patrimonio dell’ente è segnata l’Eremo di Sant’Antonio, la Colonia del Popolo e il Fortilizio dei mulini, con gli ultimi due recentemente al centro di gare per la concessione e il recupero andate deserte. Sul punto quale saranno le prossime mosse dell’amministrazione comunale non è per ora noto, ma nell’ambito del cantiere per la messa in sicurezza del Ponte delle Torri si provvederà almeno alla sistemazione del tetto del Fortilizio, crollato da tempo. Più complessa la situazione dell’eremo e della colonia, completamente abbandonati e dove servono investimenti ingentissimi per centrare la riqualificazione.

Hotel del Matto e Colonia Inps Analoga la questione per l’Hotel del Matto o iPost di Monteluco, con piscina e varie dependance, un tempo oasi di pace e ora famoso solo tra gli appassionati di luoghi abbandonati e per un periodo anche tra i giocatori di softair, che a lungo si sono affrontati tra camere da letto e saloni del gigantesco albergo immerso nel bosco e, negli anni, depredato di ogni bene. La proprietà della struttura dovrebbe essere tuttora in capo al Gruppo Poste italiane, ma anche qui servono grandi investimenti. Meno gravi le condizioni dell’ennesimo stabile di Monteluco, l’ultimo abbandonato con la sospensione delle attività, ossia la colonia dell’Inps che per tutta l’estate accoglieva migliaia di bimbi. Qui basterebbero interventi meno ingenti, ma forse la montagna cara a San Francesco non riesce ad attrarre neanche questi. Nonostante radure, boschi, sorgenti e panorami mozzafiato.

@chilodice

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