domenica 5 aprile - Aggiornato alle 06:25

Spoleto, beni confiscati alla mafia verso riuso sociale. Cardarelli: «Pronti a incontrare prefetto»

Fabrizio Cardarelli (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

«Siamo pronti a ogni azione necessaria per la gestione a fini sociali dei beni confiscati alla mafia a Spoleto». Così il sindaco Fabrizio Cardarelli sui fabbricati e terreni confiscati ai fratelli Diegio e Ignazio Agrò in località Fabbreria, periferia nord della città, nell’ambito dell’indagine Domino2.

Cardarelli: «Pronti a incontrare prefetto» L’intenzione del primo cittadino è stata resa nota nell’ambito di un’iniziativa promossa da Libera e Sala Frau, oltre cento le persone che hanno fatto capolino nel cinema del centro dove è stato proiettato il filma di Giulio Manfredonia con Stefano Accorsi e Sergio Rubini che racconta proprio la vittoria sulle mafie delle cooperative attive nei terreni confiscati. Qui Cardarelli ha spiegato di essere pronto ad attivarsi a stretto giro con la Prefettura per il riuso sociale dei beni ieri della mafia e oggi dello Stato.

Beni confiscati alla mafia a Spoleto A Fabbreria, infatti, il municipio attraverso un progetto di gestione potrebbe centrare l’assegnazione di due fabbricati di 13 e 10 vani, oltre 350 metri quadrati di magazzino e terreni non ancora quantificati. In Umbria l’unico precedente di confisca e riassegnazione è quello di Pietralunga dove a Col della Pila 95 ettari sono passati al Comune nel marzo 2013, con giovani che hanno partecipato ai campi organizzati da Libera fin dall’estate seguente. Altre richieste di assegnazione risultano formalizzate da altri municipi umbri, in fila sarebbe pronta a mettersi anche Spoleto.

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